Didier Drogba, l’arte di continuare a stupire

     

    Un campione? Sì, mai stato in discussione. Ma che Didier Drogba potesse continuare a dimostrarlo, anche all’età di 36 anni, non era poi così scontato.


     

    Eppure il labile confine che separa l’ottimo giocatore dal campione risiede proprio qui: nella capacità di stupire chi è scettico, o chi pensa che “Insomma… Sì, dai… Ha fatto il suo tempo, no?”. No. Circa due mesi fa, ad esempio, Oscar ha scelto di indossare la maglia numero otto, lasciando a Drogba la sua undici, corazza blue delle grandi imprese. E Didier, che nelle prime partite delle stagione si era limitato al ruolo di comparsa lasciando la scena a Diego Costa, ha deciso di far tornare a brillare quella maglia.

    Otto giorni fa la scintilla. Al 16′, segnando il gol dell’1-0 contro il Maribor, Loic Remy si infortuna. Con Costa a sua volta fermo ai box Mou non ha dubbi: dentro Drogba. Ghiaccio bollente e fuoco che si riaccende pur celato dietro alla calma, alla freddezza necessaria a trasformare il rigore del 2-0. Per poi ritornare a gioire con i propri tifosi. È bastato poco, pochissimo, perché Stamford Bridge tornasse ad abbracciare uno dei suoi calciatori simbolo.

    Un gol sì, ma pur sempre su calcio di rigore: quasi un atto dovuto, un tributo dei compagni a un giocatore importante, ma vecchio. Un vecchio leone che però arde d’orgoglio, da campione. Continuare a segnare, mettere in crisi Mourinho nelle proprie scelte, far impazzire la folla blues. Chissà come rimugina. Tant’è, si ripete. E in una sfida per nulla banale. Old Trafford: al 53′ il corner di Fabregas è un invito a nozze per Didier, che va incontro al pallone e di testa la mette sul primo palo lasciando De Gea immobile. Se dopo il gol contro il Maribor si era trattenuto, stavolta non può risparmiare ai suoi tifosi la sua classica esultanza, la solita scivolata sulle ginocchia verso la bandierina. È tornato per davvero: “Welcome home, Didier”.

    Purtroppo per lui e per il suo Chelsea la rete non è bastata a portare a casa i tre punti, per via del rocambolesco pareggio siglato da Van Persie in pieno recupero. Ma la notizia è che Drogba c’è. Ieri sera, contro lo Shrewsbury in Capital One Cup, ha segnato il terzo gol nelle ultime tre partite portando a 160 le reti segnate con la maglia blues.

    Altra zampata, il suo tempo è ancora questo, qui, adesso. Didier vuole ancora perfezionare l’arte di continuare a stupire. Per amore del suo Chelsea. E per dimostrare a tutti di non aver proprio nulla da dimostrare.

    Gianlucadimarzio.com