De Sanctis attacca la Juve e poi critica la mama di Ciro

Morgan De Sanctis, portiere della Roma, ex bianconero e consigliere federale: “Alla Juve conta vincere ma non importa il modo, con loro mai ad armi pari”

“Purtroppo in Italia il potente ha sempre ragione e gli si può concedere tutto”. “Se l’arbitro è indeciso mandano 5 giocatori a protestare per influenzarlo: è tutto studiato”. “Fa riflettere la sproporzione fra quello che hanno conquistato in Italia e in Europa ma lo Scudetto va alla squadra più forte, a Torino ci siamo dimostrati migliori»

 

Il portiere della Roma ha rilasciato un intervista alla Gazzetta dello Sport, ecco i passaggi salienti:

 

Il campo centrale, al momento, sembra restare le polemiche seguite a Juve-Roma. Persino Michel Platini ne ha parlato. «Ha una visione troppo ristretta, è stato solo juventino. Spero abbia usato l’ironia, visto che ha detto di non aver visto la partita. Ma da presidente Uefa non è stato opportuno parlarne».

 

Sembrano le parole del Napoli dopo la Supercoppa persa con la Juve a Pechino nel 2012. «È l’amarezza più grande della carriera. Anche quella una pagina non bella del calcio italiano».

 

Be’, non vi presentaste alla premiazione… «Qualcuno di noi provò ad opporsi al presidente De Laurentiis, ma subimmo la sua decisione. Fu una cosa sbagliata».

 

Parla anche della pressione che si respira allo Juventus Stadium? «L’arbitro arriva lì con 5 assistenti, non ne ha bisogno di altri cinque. Ho ancora nella memoria i flash dopo il primo rigore per il mani di Maicon e dopo il gol di Totti: è as-surdo che 4-5 juventini debbano andare a protestare da Rocchi, che è bravissimo. E’ una situazione studiata che usano nei momenti d’indecisione».

 

Che cosa teme per Napoli-Roma dopo la morte di Ciro Esposito? Lei subito è stato vicino alla famiglia. «So che forse non servirà, ma io un appello voglio farlo lo stesso. Napoli e Roma sono città che si assomigliano sotto tanti punti di vista e devono tornare ad essere amiche come una volta. Mi dispiace che mamma Antonella abbia criticato Totti. È stata una strumentalizzazione perché Francesco parlava della sua esperienza di vent’anni. Comunque nel nome di Ciro dobbiamo fermare la spirale dell’odio».