De Luca: L’arroganza stile Juve che fa sbagliare gli arbitri

    Calciopoli

    F. De Luca il _Mattino

    Poco più di dieci anni fa a Napoli esplose Calciopoli, che avrebbe toccato il punto più alto nel 2006, prima dei Mondiali, con l’attacco frontale dei magistrati Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci alla Juventus e ai suoi dirigenti e la denuncia di una “Cupola” che governava la Federazione e soprattutto il settore arbitrale. Antonio Giraudo e Luciano Moggi, quei dirigenti, sono usciti dalla scena calcistica, ma la Juve continua ad essere ritenuta – a ragione – la società più potente.

    Prima della gestione di Moggi, c’era già la sudditanza psicologica da parte degli arbitri e continua ad esservi, se è vero che né Tagliavento né i suoi collaboratori Damato e Di Liberatore, arbitro addizionale e guardalinee ben posizionati nella circostanza, si sono accorti del fuorigioco di Caceres in occasione del raddoppio della Juve a Napoli, di quella rete che sull’1-1 ha tagliato le gambe agli azzurri.

    Le parole di De Laurentiis su Twitter sono state durissime, con accuse di malafede e/o incapacità indirizzate ai sei arbitri di Napoli-Juve. Probabilmente il presidente del Napoli s’è reso conto di come funziona in questo disastrato mondo: se alzi la voce, in qualche modo sei ascoltato e accontentato, non a caso proprio dal fronte Juve sette giorni fa è stato collegato il dubbio gol assegnato alla Roma a precedenti lamentele dell’allenatore Garcia. O forse non vuole rimanere ad osservare e a subire, anche perché sta per cominciare il girone di ritorno e si decidono i giochi. Il Napoli non è stato esaltante contro la Juve. Ha commesso errori in attacco e in difesa, ma avrebbe avuto diritto ad essere tutelato dall’arbitro perché l’episodio non è stato soltanto uno – il gol di Caceres in fuorigioco – ma ci sono stati anche quelli che hanno riguardato Buffon: il retropassaggio non sanzionato nel primo tempo e il contatto con Koulibaly. Per dirla alla Benitez, spagnolo dotato di humor inglese, «ci può stare quando giochi con la Juve».

    E invece no, non ci può stare perché l’arbitro ha quattro collaboratori che devono sostenerlo. Tagliavento ha commesso tanti, troppi, errori nella sua carriera: scatenò l’ira di Mourinho (gesto delle manette) e annullò un gol regolare del rossonero Muntari nel match scudetto con la Juve; faceva parte del team arbitrale che a Pechino affondò il Napoli nella sfida per la Supercoppa 2012 contro i bianconeri. Pur di dare ragione all’arbitro in occasione del gol concesso a Caceres, nel salotto televisivo di Sky Sport hanno ipotizzato la presenza di un azzurro alle spalle dell’uruguaiano e di Chiellini. Certo, gli errori fanno parte del gioco: li commettono de Guzman e Higuain sotto porta, li commette l’arbitro. Ma è inconcepibile la tolleranza che molti arbitri – e tra essi c’è sicuramente Tagliavento – hanno nei confronti dei giocatori della Juve.