De Laurentiis e quel colpo mancato che fa scricchiolare il Napoli

     

    I decennali a qualcosa servono, più che altro per ricordare che il 15 settembre del 2004 il Napoli una squadra neppure ce l’aveva, tanto che fu costretto a rinviare il suo debutto in C1. Quindi parlare di fallimento ci sembra inappropriato.

     

    Mai però la tifoseria è stata così distante da Aurelio De Laurentiis, come sottolineato dai fischi di ieri al San Paolo dopo lo 0-1 col Chievo. Certo, molto ha contribuito la mancata qualificazione in Champions League in apertura di stagione. Aggiungeteci le strane vacanze di Benitez – sorprendenti per uno stakanovista come lui, ulteriore segno di un rapporto ormai logoro – e poi quella frase infelice («dei tifosi ce ne possiamo anche fregare») detta da De Laurentiis junior e che un presidente storico come Corrado Ferlaino, cui pure misero le bombe sotto casa nel corso di una furibonda contestazione, non avrebbe osato neppure pensare.

     

    E per finire ecco la maledizione di un avversario stregato, un portiere che para tutto, persino un rigore, per una sconfitta onestamente esagerata, come quella di ieri. E il tappo è saltato. Il sospetto, però, è che alla base ci sia altro, e cioè il rimpianto per una grossa occasione sprecata. La rinuncia alla campagna di rafforzamento è stata vissuta dai tifosi come un piccolo tradimento.

     

    La sensazione è che al Napoli mancasse davvero poco per puntare allo scudetto, e quel poco non è arrivato nel rispetto di un fair play finanziario applicato alla lettera ma che i tifosi comprendono poco. De Laurentiis è stato percepito dall’ambiente come un vincente e una persona seria che ha sempre mantenuto le promesse. Inaccettabile, al momento di raccogliere i frutti, la rinuncia al colpo d’ala finale, quello che lo consegnerebbe davvero alla storia della città.

     

    La Gazzetta dello Sport