De Laurentiis l’italiano, le gavette di Sarri e Giuntoli: una settimana storica per il Napoli. Riusciranno i nostri eroi a…

    Una contestazione isolata è come una rondine, non fa primavera.

    Di: Francesco Pollasto

    A Dimaro sono stati pochi i momenti in cui De Laurentiis si è visto recapitare a gran voce l’invito a spendere.

    Una situazione ben diversa rispetto a Napoli dove ormai gli striscioni polemici sono in ogni angolo della città. Come a dire, anche la contestazione va in ritiro. Battute a parte, quella che si è chiusa è stata una settimana storica per il nuovo Napoli.

    Da Benitez a Sarri, da Bigon a Giuntoli. Da De Laurentiis international a De Laurentiis versione Toto Cutugno con il suo “sono un italiano”. Se per molti si è fatto un passo indietro, per altrettanti molti si è invece al cospetto di un nuovo corso interessante, meno vanaglorioso e più concreto, realista. Tanto è vero che il volto nuovo in difesa sarà quell’Astori bocciato da Rafa lo spagnolo e promosso da Maurizio il tosco-napoletano. Si, napoletano. Napoletano si nasce, si sa, è lui lo nacque.

    Dunque parte con il favore della simpatia a monte la nuova gestione tecnica. E bisogna aver fiducia, al di là sia della contestazione legittima napoletana sia dell’entusiasmo dei vacanzieri in trentino, perché Sarri sa che è l’occasione della sua vita e non vuole fallire. De Laurentiis, dal canto suo, sa ugualmente che fallire ancora non si può e allora toccherà a lui, come sempre, garantire una squadra all’altezza della situazione.

    Confermare i migliore, sfrondare la rosa per farla respirare e completare l’opera del ritocco. “E’ vero che io la tocco, ma lei perché mi fa il ritocco?”.

    Da Toto Cutugno a Totò a colori, dall’italiano con l’autoradio sempre nella mano destra, al sogno brioso e principesco latente di una città che vuole sognare, divertirsi, ridere. Reina, Valdifiori, Astori, poi Allan ecc. ecc. Un mercato che si poteva fare, come copertura dei ruoli, lo scorso anno.

    E invece si è preferito il risparmio che ambisce alla fortuna, si è preferito il rischio. E’ andata male, ma ora serve un cambio di ritmo, serve concretezza. E allora ecco Maurizio l’italiano, quello che punta prima a dare robustezza al muro di cinta e poi all’offesa, quello che studia i movimenti dei suoi con un drone.

    Ai tifosi questa ondata di concetti nuovi sembra piacere.

    Almeno i tifosi che stanno a Dimaro. Bisogna capire cosa pensano quelli che stanno a Napoli. I conti li faremo a fine mercato, tanto questa volta non c’è nessun preliminare Champions da aspettare, non c’è nessuna partita alibi dietro cui nascondere eventuali indecisioni di mercato.

    A Napoli sono arrivati uomini di gavetta: Sarri e Giuntoli. Di solito tali uomini, quelli che sono partiti da lontano, hanno esperienza e personalità.

    Saranno bravi a fronteggiare il factotum De Laurentiis? Vamos…