De Laurentiis e i media coppia di fatto: La rigidità del progetto, non si ferma nemmeno davanti allo scudetto.

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    L’opera di De Laurentiis e la responsabilità dei Media

    Di: Francesco Pollasto

    Napoli 30/01/2016.

    Prologo

    Erano più di 20 anni che il Napoli non si trovava primo in classifica, un primato solitario, senza condominio. La città oggi è differente rispetto al passato, non solo nell’urbanistica ma anche nella passione, il primo posto non porta vertigini, anzi, si scopre che molti tifosi sono seri conoscitori delle dinamiche del calcio.

    Un punto però trova il consenso unanime: “il mercato di gennaio” eh sì il popolo ci credeva, credeva che questa società potesse discostarsi per un attimo dal suo progetto, e prendere quei due elementi di qualità, pronti all’uso che avrebbero garantito, valide alternative agli 11 titolari.

    Epilogo

    Le parole di De Laurentiis, rimbalzarono su tutti i media, “prenderemo un top player”.  Perfetto! Il Napoli ci crede!, fu il pensiero all’unisono dei tifosi.

    Nomi roboanti, arrivando a scomodare perfino Jorge Mendes. Salvo poi iniziare la solita discesa, ormai format consolidato, sdoganando termini obsoleti, alternativa a ….

    Ed ecco il primo botto, da Bergamo arriva Grassi, non è Gomes in incognito, ma un giovane di belle speranze. Secondo botto, oggi è il 32 dicembre, arriva Regini dalla Sampdoria, ma come per Grassi, anche l’ottimo Regini, “non mette e non leva” forse anche  in futuro potrnno dire la loro, ma oggi, no.

    Zerbini e attendenti

    Sembrano sinonimi ma in realtà non lo sono, lo zerbino si prostra volontariamente agli ordini, nella speranza di ricevere benefit, l’attendente invece è posto al servizio di tizio o caio, ma non per scelta autonoma.

    “E’ bellissimo” guardare la televisione e scoprire, che redattori, editorialisti (mi perdonino Pacielo e co.) direttori, fanno i Masanielli, gridando e sbraitando, imponendo idee e concetti, populismo allo stato brado.  Mentre sui loro giornali o portali web, scopriamo un neologismo “LO ZERBINISMO” una forma di comunicazione improntata non alla divulgazione di fatti, ma a compiacere il padrone di turno, per ottenere un tornaconto personale, non in moneta ma in status!

    L’accredito, quindi diviene la moneta del new deal, il mezzo tramite il quale si afferma la propria leadership nei confronti dei subordinati e dei concorrenti.

    Un lavaggio mentale che ha coinvolto tutti, indirizzando e trasformando i lettori, da pubblico a numero.

    Il conteggio a base di click, è la seconda merce di scambio, dei siti web trash, ma di questo ne abbiamo parlato abbondantemente, basta leggere solo un titolo preso in maniera random da uno di questi portali, per capire di quale pattume parliamo.

    TORNIAMO A NOI

    Perdonate questa breve digressione, me era doverosa, stiamo parlando di Napoli e del Napoli, quindi come diceva Eduardo “del Mondo”.

    Il Napoli poteva fare molto di più, l’esimio giornalista del sole 24 ore, Marco Bellinazzo, solo pochi giorni fà pubblicò un editoriale, nel quale spiegava la bontà dei conti azzurri, nonostante il primo rosso di bilancio e la disponibilità a spendere della società, allora perché il Napoli e’ stato così intransigente nel progetto?

    Questa domanda e’ abbastanza popolare, ma non sperate di trovare risposte nei siti o sui giornali.

    Faranno in modo di persuadervi che era la cosa logica da fare che a Gennaio i big non si muovono e via dicendo.

    Ma se a Gennaio i big non si muovono, perché avete scritto il contrario? Logiche di mercato? Credo che la risposta possa risiedere in una frase di Ionesco, padre del teatro dell’assurdo, quello che i media stanno volgarmente copiando:

    “Chi è più saggio? Colui che accetta tutto o colui che ha deciso di non accettare nulla? La rassegnazione è saggezza?”