La nuova moda vede i tifosi più ragionieri. De Laurentiis lo sa e ci ‘scherza’ su…

    tifosi più ragionieri

    Ancora scintille tra il patron azzurro e Koulibaly. E De Laurentiis tira in ballo non uno, ma venti sponsor...

    C’era una volta il calcio in radiolina, e la sintesi di Paolo Valenti a 90° minuto. Lo abbiamo ricordato spesso, con un pizzico di nostalgia pensando ai bei tempi ormai andati. Tempi che, malgrado carenti di comodità tipo Sky e Mediaset e del calcio in diretta, hanno con sé quel velato senso di poesia, nemmeno poi tanto nascosto. C’era una volta il tifoso medio napoletano. Quello che per 365 giorni all’anno parlava di mercato, tattica, criticava ed elogiava, e sperava sempre nell’arrivo del più forte. Al diavolo conti in rosso, fatturati, e discorsi per ragionieri. Oggi non è più così. Oggi al tifoso interessa anche, a volte soprattutto, il bilancio… Che sia florido o meno. Ai conti… Che siano rossi o verdi… Al bilancio… Che sia attivo o passivo. Non c’è che dire, un bel lavaggio del cervello. I tifosi come sempre centrano poco in termini di responsabilità. Alcuni hanno ancora il trauma delle trasferte a Martina Franca, o a Gela (col dovuto rispetto). Il resto lo ha fatto il pensiero dominante e insistente di questo calcio in mano a ‘padroni’ che sono sempre più imprenditori e meno presidenti.

    Il calcio di oggi non è più passione e business (un tempo pure esisteva). Il calcio di oggi ha messo da parte l’amore e la passionalità, riservando ogni forma d’interesse al denaro. D’altra parte parliamo di aziende messe su dal sistema, ma da noi sorrette, vestendo così i panni di piccoli azionisti esenti da ogni forma di tornaconto. La passione, d’altronde, non ha un costo. Le scaramucce della settimana che hanno visto protagonista De Laurentiis e il centrale azzurro Koulibaly, hanno dato vita ad uno spettacolino misero, triste, antipatico. I calciatori vogliono guadagnare sempre di più. Il calcio lo permette e loro affondano il colpo a giusta ragione. De Laurentiis guarda il calcio come fosse un pozzo petrolifero da spolpare quanto più possibile. Lo concediamo. Nulla in contrario. Effettivamente non essendo Babbo Natale, ma un capace imprenditore, è giusto che le cose vadano in questa direzione. I conti (appunto) non tornano quando alla richiesta di un calciatore, desideroso di guadagnare più soldi, la gente gli chiede di starsene buono e ringraziare, piuttosto, per la possibilità che il Napoli gli ha concesso.

    La polemica tra i due procede con minacce di multa salata da parte della società verso il calciatore (credo giustamente, visto e considerato che certi panni sporchi, meglio sempre lavarli in famiglia). Inoltre, il comportamento di Koulibaly, secondo quanto riferito dallo stesso patron azzurro, avrebbe (uso il condizionale semplicemente perché non ci credo nemmeno un po’), fatto saltare circa una ventina di contratti di sponsorizzazione con alcune aziende. Dichiarazione che ha preoccupato non poco una parte dei tifosi, e diversi si sono schierati contro al calciatore, poiché non avrebbe permesso, col suo comportamento, entrate più o meno importanti per il futuro economico della società. Il calcio è cambiato, i soldi dominano la scena mettendo totalmente da parte l’aspetto sportivo e calcistico, la passione e la genuinità di un popolo che segue questa o quella bandiera. Ma è ancor più triste sapere che la strada del cambiamento la stiano intraprendendo pure i tifosi, meno passionali e più…ragionieri.