Damato da Barletta: Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più…?

    Il fischietto di Barletta ancora fatale al Napoli

    E’ evidente che tra il fischietto di Barletta, avvocato di professione e il Napoli, non scorra buon sangue. Nulla di personale per carità, o magari sì, ma saranno fatti suoi, e nemmeno tengo a cuore il venirne a conoscenza. Una cosa però è certa. Spesso e (mal) volentieri inciampa in decisioni discutibili ai danni degli azzurri. Nella partita di Marassi si concede, addirittura, un poco onorevole bis. Daccordo… I rigori vanno prima messi a segno, quindi inutile fare la conta dei punti persi… Daccordo, il Napoli è apparso meno lucido del solito e, anzi, un plauso a Reina per aver mantenuto la nostra attuale imbattibilità, pertanto l’arbitraggio potrebbe non essere un alibi. Ma va dato a Cesare quel che è di Cesare e al Napoli quel che è del Napoli. Errori alquanto grossolani, di certo non arriviamo al teatrino di Pescara dove si raggiunse il paradosso, ma comunque anche quelli di Genova, sono state sviste che rendono utile la visita da uno bravo.

    In principio fu la Sambenedettese…

    Era la stagione 2004/2005. Il Napoli stava cercando di risalire la china dal torpore della Serie C. E dopo una lunga cavalcata riesce a raggiungere la griglia dei Play Off. Ma non solo il Napoli… Anche Damato, arbitro di punta della stessa categoria, stava cercando la sua promozione in categorie più nobili e blasonate. La carriera di Damato subisce una frenata proprio ‘grazie’ ad un suo errore nella semifinale d’andata dei Play Off tra gli azzurri e la Sambenedettese. Sfida di cartello, se non altro perchè in campo c’era il Napoli. Al ‘Riviera delle Palme’ finì 1-1. Al vantaggio di Bogliacino (all’epoca promettente trequartista della Samb), rispose Capparella al 90 esimo. Ma durante la gara, il promettente arbitro pugliese non convalidò una rete al Napoli, facendo continuare a giocare nonostante la palla avesse varcato la linea di porta di circa un metro. A quei tempi non c’erano gli addizionali che lo potessero aiutare (dopo Pescara, è meglio che non si prendono la briga di dare una mano), ma tant’è che, con ogni probabilità, quell’errore frenò un pò la sua ascesa (errore tra l’altro non determinante, perchè al ritorno il Napoli riuscì a raggiungere comunque la finale, vincendo per 2-0).

    Udine per due volte amara…

    Più recentemente, il fischietto di Barletta ha arbitrato il Napoli due volte al Friuli (nel 2010 e nel 2013). Nel 2010, il Napoli esce sconfitto per 3-1 da Udine, e anche in quella circostanza Antonio Damato non dà una bella mano agli azzurri. Anzi… Dopo un contatto netto in area di rigore che vede protagonista Christian Maggio, non solo non venne concesso il rigore, ma l’esterno azzurro, ammonito per la seconda volta per una simulazione che non c’era, sarà espulso e lascia il Napoli in dieci, con più di un tempo da giocare. Il bis lo concede il 25 Febbraio di tre anni dopo. Ad Udine, il Napoli di Mazzarri, non va oltre lo 0-0. E nel corso della partita, un netto fallo su Cavani non fu giudicato da rigore. A fine gara, vibranti furono le proteste del tecnico azzurro. All’indomani di quella gara, un mio editoriale, supplicava la federazione di non vedere più Antonio Damato incrociare la strada degli azzurri. Da allora, ha diretto il Napoli altre otto volte, e non nascondo un certo brivido quando vengo a sapere della designazione. Al Marassi si è consumato il patatrac. Ma sappiamo com’è andata. E’ storia dei giorni nostri.