Cosa è successo al Napoli dopo la pausa?

    Stavolta la prestazione può anche non contare ma con la Samp serve altro.

    di Salvatore Caiazza il Roma

    [su_dropcap style=”flat” size=”4″]S[/su_dropcap]arà stato il gelo, sarà stato che serviva anche il pareggio per passare il turno, sta di fatto che il Napoli di ieri sera proprio non è piaciuto agli amanti del calcio. Ci si aspettava qualcosa altro da una squadra che Benitez ha schierato con gli attaccanti migliori in avanti e con i a centrali difensivi titolari.

    Rafa ci teneva al passaggio del turno e per questo motivo non ha badato a spese chiedendo a Higuaìn, Callejon e Hamsik di fare gli straordinari dopo il match di domenica scorsa con il Cagliari. Per evitare delle brutte sorprese nel reparto arretrato ha utilizzato Albiol al fianco di Koulibaly. L’unico errore è stato quello di volere troppo da Jorginho che da regista non va male ma da trequartista ha deluso le aspettative. Per amor del cielo, nessuno si aspettava chissà che cosa ma fino a quando è rimasto in campo si è  giocato con un uomo e meno. L’italobrasiliano si è immolato e ha  obbedito agli ordini dell’allenatore ma si è reso conto da subito che non era nelle sue corde stare alle spalle della prima punta.

    Tra lo Sparta Praga e la vittoria si sono messe due traverse e due belle parate di Rafael. Una su Lafata dopo il legno di Husbaueur e un’altra sul tiro di Matejovski sporcato da Mesto. Per un’ora e mezza il Napoli non ha mai fatto sporcare la maglia al portiere avversario. Che ha temuto per la sua porta solo un po’ nel finale quando Ghoulam non è riuscito a colpire la sfera quel tanto da spingerla in rete e quando Zapata ha colpito di testa su lancio di Hamsik.

    Per una volta, comunque, la prestazione può anche non contare poiché, alla fine dei conti, gli azzurri si sono qualificati ai sedicesimi con un turno di anticipo. Molto probabilmente,  visto il freddo di Praga, Benitez si è voluto “coprire” bene in campo per evitare di fare la fine di Berna. Anche se lui è rimasto solo con la giacca per l’intera gara, i suoi uomini non sono riusciti a “svestirsi”  un po’ per dare il colpo di grazia agli amici di Hamsik. D’altronde lo 0-0, grazie agli scontri diretti e alla differenza reti, valeva già il passaggio ai sedicesimi di finale. Basterà battere lo scarso Slovan Bratislava il 12 dicembre al San Paolo per prendersi anche il primo posto assoluto della classifica del girone I.

    Tutto è bene quello che finisce bene. «Che bello essersi già qualificati», ha detto Benitez a fine partita. E siamo d’accordo. Ma lunedì prossimo allo stadio Marassi
    non si può pensare di giocare con la Samp così come contro lo Sparta Praga. Nella tappa ligure serve molto di più per blindare il terzo posto e sfruttare eventualmente qualche frenata della Roma contro l’Inter.

    Il Napoli visto col Cagliari e quello di ieri sera in Repubblica Ceca non promette nulla di buono. Il tecnico spagnolo, nei prossimi tre giorni di allenamenti, dovrà capire perché non si è cominciato il nuovo ciclo così come si era finito l’ultimo.

    Cosa è successo al suo gruppo dopo la pausa per le Nazionali? Perché il bel gioco è sparito e si sono rivisti i vecchi difetti? Può anche essere, comunque, che di fronte ad una Doria quarta in classifica torni il Napoli che ha battuto in modo impeccabile la Roma e con carattere la Fiorentina.