CS: “scudetto Napoli ci crede, a Torino, invasione di campo per una vittoria risicata, a Napoli si festeggia l’amore”

Cori, gioia, festa, grande maturità e consapevolezza. A Napoli il clima era quello di una vittoria.

“FORZA NAPOLI

 

Sono cose che possono accadere solo a Napoli, non è una frase fatta, ma un dato oggettivo, l’amore tra Napoli e la sua squadra, si consacra nel giorno di San Valentino, Il ko con la Juve già archiviato, 4000 mila persone a tarda notte attendono i ragazzi, dove poteva accadere? A Torino fanno invasione di campo per un misero +1 ottenuto  come si dice a Napoli ” a mazzo scassato” e sotto al vesuvio si premia l’amore, chiamale differenze se puoi.

Scudetto Napoli ci crede

se n’è accorto anche il corriere dello sport, che devida un bellissimo articolo a firma di antonio Griodano:

La carica e lo stato d’animo della squadra attraverso le frasi e lo scambio con i tifosi sui social.

Il portiere twitta «Stateci vicini non si molla mai, ci sono 13 finali» » Pepe è sempre più idolo della gente.
Hamsik rilancia da capitano vero «Triste, ma pronto a ricominciare»
Anche il sindaco De Magistris carica «Napoli fortissimo non cediamo, città e squadra si amano»

Il bello del calcio italiano, nella sua espressione più rispettosa, e se gli dei hanno scelto
così ed il Napoli ha perso al minuto ottantotto, c’è da farsene una ragione e da trasmettere unmessaggio alla squadra.
«Noi ci crediamo». Glielo hanno detto come meglio non avrebbero potuto fare, nel cuore di una notte specialee simbolica, quella di San Valentino: e si può dire che questo sia amore, mica soltanto empatia, la manifestazione d’un sentimento autentico, però anche di una maturità che è rappresentata dalla fotografia diquel 14 febbraio intriso d’amarezza.
Però lo sport ha vincitori e vinti, così è, e la Napoli che ha scelto di starsene sveglia e di dimostrare la propria gratitudine, ha accantonato quel velo di malinconia, ha preso la Tangenziale e senza che ci fosseropassaparola s’è ritrovata aCapodichino. La folla di un evento. Un grande evento.

Già, perché? Il sogno resta incollato «nel» Napoli, nella sua ora e mezza di fiera costruzione, poi di opposizione, nella esposizione d’un calcio che ha una forza e che ha spinto persino il sindaco, De Magistris, a dare (attraverso Italia 1) un senso calcistico alla propria domenica. «Non molliamo, non è cambiato nulla ed abbiamo una gran sete di vittoria.

La città e la squadra si amano sempre e questi sentimenti valgono quando si vince ma soprattutto quando si perde.

Il Napoli è fortissimo, resteremo uniti». C’è un perché, ce ne è poi un altro e un altro ancora, e sono tecnici e sono tattici e sono caratteriali: sono le risposte che si dà l’Hamsik «triste e deciso a ricominciare»; ma sono pure le promesse che Insigne s’è fatto a caldo («vedremo alla fine dove saremo…»); e sono un tenero tweet di Reina, dedicato al Napoli e quindi a se stesso: «Adesso si vedono le squadre che sono squadre». La controrivoluzione è cominciata…