Conte ct: un condannato sceglie un altro condannato

     

    4 mesi di reclusione nel 1970 per falsità in titolo di credito continuata in concorso, 2 mesi e 28 giorni di reclusione nel 1994 per evasione fiscale e dell’IVA3 mesi di reclusione nel 1996 per omissione di versamento di ritenute previdenziali e assicurative,  3 mesi di reclusione nel 1998 per omissione o falsità in denunce obbligatorie,  3 mesi di reclusione nel 1998 per abuso d’ufficio per violazione delle norme anti-inquinamento, oltre a multe complessive per oltre 7 000 euro. Questo è il curriculum di Carlo Tavecchio, l’uomo che ha scelto di mettere Antonio Conte sulla panchina della Nazionale Italiana.

     

    L’ex allenatore della Juventus ha un percorso momentaneamente inferiore ma ha tutto il tempo per rifarsi: nel maggio 2012, Antonio Conte viene iscritto nel registro degli indagati, con il capo di imputazione di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva; il 26 luglio 2012, Conte viene deferito dalla Procura Federale nell’ambito del terzo filone dell’inchiesta sportiva sul calcioscommesse, con l’accusa di omessa denuncia; il 1° agosto la Commissione Federale respinge la richiesta di patteggiamento presentata dagli avvocati dell’allenatore pugliese, che viene squalificato per 10 mesi il giorno successivo, squalifica poi ridotta a 4 mesi e terminata nel dicembre 2012. Successivamente Conte è stato deferito dal procuratore Palazzi per la violazione dell’art. 1 comma 1 e dell’art. 5 comma 1 del Codice Giustizia Sportiva.

     

    Ecco spiegata l’intesa tra i due, per Tavecchio non poteva esserci un candidato migliore di Antonio Conte, una scelta che è lo specchio di quello che succede quotidianamente all’interno del nostro Parlamento. E non è un caso se l’Italia, sia come nazione che dal punto di vista sportivi, è un paese che sta andando a rotoli!