Pipita,Pepe, Sarri e Aurelio: PENSIERI E REGALI DI FINE ANNO

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Letterine, pensierini e regalini di fine anno.

Di Fabrizio Piccolo

La letterina la spedirei al presidente: nonostante morfologicamente il parallelismo ci stia eccome, faccio fatica sempre a vederlo come Papa Noel, ovvero Babbo Natale, ma anche senza paragoni un pacchetto-dono per sé oltre che per i tifosi glielo chiederei per le feste.

Ma se da lui vorrei qualche acquisto degno di vestire la nostra maglia, sono io a dargli un consiglio per Natale: se proprio non può mixare tra consigli giusti e intuizioni personali, meglio che faccia sempre di testa sua.Se alcuni campioni sono rimasti a Napoli, oggi come ieri, è merito suo ed è giusto che tutti lo ricordino.

E se sul mercato tanti suggerimenti e trattative non andati a buon fine si sono rivelati una fortuna anziché una disgrazia, qualcosa significherà. Ascolti pure tutti, ma prima di prendere la penna e firmare valuti tutto.

Un pensierino lo dedico a Gonzalo e a Reina: Pipa e Pepe, i nostri monumenti.

Higuain si facesse sempre più contagiare dall’amicone nel suo trasporto per Napoli e continuasse così: il record di 33 gol in serie A è alla sua portata, play it again Pipita, mentre a Reina devo delle scuse. Non pensavo che fosse tornato più forte di prima, temevo malesseri muscolari e flessione. Ma quando mai? Questo ci dura altri 4 anni da fenomeno. Ave Reina.

Un regalo lo darei anche a Sarri. Un bel calendario del 2016 – dico il calendario che si appende al muro, eh, e che non sia solo quello realizzato dalla società – con tante foto a colori che possano rilassarlo dalle paure e dalle ombre che vede ovunque. Non consideri i padroni del vapore che decidono se, quando e a che ora si gioca come invidiosi nemici che non vedono l’ora di tagliargli le gambe, sorrida di più e si goda un momento indimenticabile di una carriera che mai gli aveva regalato simili gioie. Certo, tanto onore e tanti oneri ma non è facendo sempre l’orso che si vive di più e meglio.

Che renne, slitte, befane e tutto quel che si può gli regalino anche un pizzico di quell’umiltà necessaria – finora letta solo nelle agiografie sfuse e a pacchetti scritte su di lui – per riconoscere pregi e meriti di chi gioca con lui e di chi c’era prima di lui.

Un pensiero va anche ai tanti tifosi, tornati a sognare trionfi lontani. Anche per loro il consiglio è il Carpe Diem, vivere alla giornata che non significa accontentarsi ma neanche pretendere di trasformare il Napoli nel Paris Saint Germain o nel Bayern. E soprattutto: basta vittimismi di alcun tipo, basta paragoni con altre tifoserie e altre città e basta vivere di gioie riflesse per (eventuali) disgrazie altrui.

Infine una letterina destinata a tutti ed un augurio per il 2016: vorrei che non si parlasse più per almeno qualche mese di Benitez, né per stravolgere la realtà denigrando i suoi anni napoletani, né per porlo ancora a confronto con l’attuale tecnico. Non è giusto per nessuno, né per chi ora è seduto su quella panchina e che pure gode di un’eredità inattesa che gli è scoppiata tra le mani deflagrando meravigliosamente, né per Rafa che dite quel che vi pare, ma come termini di paragone è abituato a qualcosina d’altro.

Buon Natale e buon anno a tutti. Napoletaninati, napoletanidiventati e napoletanidadozione.

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