Conosci la storia della più ricca guglia di Napoli

La più ricca guglia di Napoli

Si erge a piazzà del Gesù la piu’ ricca guglia della città, nasconde una strana storia

Altissima, impalata nel mezzo della piazza, memoria gesuitica di trionfi davanti alla chiesa del Gesù Nuovo, dedicata all’Immacolata Concezione.

Domina la piazza, una macchina da festa di marmo, ricca di ornamenti e fiori, volute e mensoloni, cartigli e angioletti di ispirazione barocca; una costruzione piramidale, dalle fondamenta innervate nel sottosuolo.

La più ricca guglia di Napoli fu voluta da Francesco Pepe, il gesuita che si mosse con devozione e scaltrezza tra le maglie impervie di numerose difficoltà. Intanto, il duca Pignatelli di Monteleone, proprietario del palazzo dirimpetto, non vedeva di buon occhio né i trentacinque metri di marmo che si ergevano candidi oltre il suo balcone, così eterei e così instabili (come avrebbero retto a un terremoto?), né la libertà sfacciata con cui il gesuita entrava e usciva, girava per l’insula, la piazza e la città.

Agitazione che neppure a lui, grande di Spagna, era permessa. Ma questa situazione si spicciò in breve: re Carlo lo pregò di astenersi dal dare ulteriori fastidi e, nell’attesa che si posasse la prima pietra, per ovviare alla mancanza di fondi, si propose lui stesso come sostenitore, ma il progetto del gesuita era costituire l’enorme obelisco solo con le offerte cittadine.

Accettò dal re soltanto l’esenzione dalle gabelle e avviò il cantiere del suo più alto programma di predicazione. Imponenti busti raffigurano i santi gesuiti, medaglioni, festoni e angeli salgono disposti sui livelli della struttura piramidale, angioletti reggono i simboli dell’Immacolata fino ai misteri che rappresentano i quattro episodi fondamentali della vita della Vergine. Un trionfo barocco (su ispirazione del Vaccaro) che finisce appuntito con la statua in rame dell’Immacolata.

Statua doppia, raccontano alcuni, che da un lato è l’immagine luminosa della Madonna e dall’altro (spostando sul retro il punto d’osservazione) quella oscura della morte, l’ombra con la falce.

Possibile che questo dettaglio sia sfuggito al Pepe?