Comproprietà: oggi finisce per sempre.

    In assenza di accordo, si andrà alle buste.

    Si chiude un’era:

    entro le 19 di oggi andranno risolte tutte le comproprietà ancora in piedi, poi questa formula di mercato che per anni ci aveva contraddistinto a livello internazionale sparirà per sempre.

    Sostituita, almeno in parte, dal prestito biennale con obbligo di riscatto, introdotto nella passata stagione quando la Figc decise di abolire per sempre le compartecipazioni.

    Uno strumento che spesso ha alimentato affari altrimenti impossibili, ma che pure ha condizionato l’agenda negli ultimi dieci giorni di giugno. Le comproprietà hanno storicamente permesso di fare mercato a molti club, e anche di sistemare i bilanci con un po’ di plusvalenze scambiandosi metà cartellini dei giocatori.

    Ma hanno anche esposto le società ad autentici bagni di sangue: si pensi all’Inter che nel gennaio 2004, per riprendersi Adriano, girò al Parma circa 23 milioni di euro, tra contanti e contropartite tecniche; oppure, in tempi più recenti, agli 11 milioni che la Juve ha dato al Parma (sempre i gialloblù…) per far tornare a casa Giovinco nel 2012.


    Sono 69 le compartecipazioni ancora attive con almeno uno dei club che nel 2014-15 militava in Serie A. Gli accordi andranno formalizzati entro le ore 19. Entro la stessa ora, in assenza di accordo, andrà depositata l’offerta in busta chiusa.

    Le buste saranno aperte direttamente stasera. A parità di offerta il giocatore andrà al club titolare del tesseramento, che non è necessariamente il club nel quale l’atleta ha chiuso la stagione: potrebbe infatti essere stato ceduto in prestito ad una terza squadra oppure alla società che deteneva l’altra metà del cartellino (senza però averne i diritti di tesseramento).