Fine 800: L’asse Milano-Napoli fece decollare la canzone napoletana

Pietro e Lorenzo Clausetti, casa ricordi, Napoli e la diffusione della canzone napoletana.

Clausetti

Napoli fine 800, i Clausetti due fratelli milanesi trapiantati a Napoli con l’aiuto della Ricordi fecero decollare la canzone napoletana, surclassando la preesistente produzione .

Di: Gabriella Cundari.

Clausetti: i fratelli che si allearono con la Ricordi

1846: Pietro e Lorenzo Clausetti, milanesi, impiantano a Napoli una calcografia in via Nunziatella e un negozio di strumenti musicali “rimpetto ô San Carlo”.

Il padre Carlo aveva collaborato con Giovanni Ricordi e anche Pietro e Lorenzo avevano fatto esperienza nei grandi stabilimenti Ricordi di Milano. Così, quando nel 1860 avvenne l’unificazione dell’Italia e Ricordi aspirò ad avere una presenza al sud, la ditta Clausetti fece gioco: i fratelli si allearono alla grande casa editrice (che aveva già l’esclusiva per le partiture del San Carlo) e dopo qualche anno cedettero negozio, stabilimento calcografico e lastre per 70.000 lire, rimanendo presenti su Napoli come direttore e gerente.

Poco alla volta la Ricordi assorbì altre ditte rafforzando la sua egemonia sul mercato napoletano. Fu così che iniziò su grande scala la diffusione delle canzoni napoletane, surclassando la preesistente produzione del catalogo Cottrau: Ricordi cominciò con le arie più antiche (es. I canti dell’Infrescata, Le Napolitane) per poi dedicarsi a produzioni di più larga diffusione popolare come La festa di Piedigrotta e Cicirenella.

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catalogo Cottrau

In realtà l’operazione dei Ricordi (soprattutto Giulio) fu quella di affidare a musicisti esperti opere anche già note e riprodurle con arrangiamenti nuovi e in album e spartiti. Due esempi su tutti: Fenesta ca lucive e Te voglio bene assaje, la cui musicalità si rifaceva a Bellini e Donizetti. Attorno a Ricordi si creò una scuderia di talenti napoletani, importante per il futuro della nostra musica.
Ma, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento si installarono a Napoli due grosse case editrici locali: La Canzonetta di Francesco Feola, che pubblicò e diffuse canzoni di Libero Bovio, Gigi Pisano, Totò e tanti altri e la casa Editrice del barone Bideri di cui parleremo in un prossimo articolo.

Nel frattempo la casa editrice Ricordi iniziò un lento declino, che si acuì con le due guerre mondiali. I tempi cambiavano, l’egemonia era finita e nel secondo dopoguerra l’impero Ricordi si polverizzò con la nascita di oltre venti nuove case editrici operanti in terra napoletana.

Fonte: da un articolo di Rosa Cafiero sullo stabilimento Ricordi di Napoli, modificato; nella foto Pietro Clausetti.

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