Cinque vittorie in sette gare nel 2015. La Rafa-Revolution si chiama ‘processo di italianizzazione’

    Unica sconfitta per mano dei bianconeri. E un pari con vittoria ai rigori contro l’Udinese in Coppa Italia

    Anno nuovo. Vita nuova. Prime battute di questo 2015 e un ruolino di marcia di tutto rispetto. Cinque vittorie in sette gare, tra cui quella importante contro la Lazio. Ma anche la quaterna di Cesena e la vittoria di Verona nell’ultima di campionato. Anche il Genoa è caduto al San Paolo. Ad intervallare il tutto i due successi di Coppa Italia che mandano il Napoli in semifinale, prima l’Udinese (2-2 e vittoria ai rigori) e poi l’Inter, fresca come una rosa in Primavera. Ultimo affondo, ultimo respiro, ultime speranze deposte in quel destro a giro di Gonzalo (da queste parti sempre più Gol…zalo) Higuain. Tredici gol fatti e sei subiti dall’inizio del 2015 ad oggi, coppe comprese, e un distacco dalla Roma, che rappresenta il secondo posto, ridotto a soli 4 punti.

    Cosa è cambiato nel Napoli? La vittoria della Supercoppa a pochi giorni prima del Natale, ha dato sicuramente fiducia a tutto l’ambiente. Il mercato che, tra qualche arrivo e qualche partenza indolore, ha portato all’ombra del Vesuvio Manolo Gabbiadini, già decisivo nella trasferta veronese (suo il gol dell’1-2 finale) e il croato Ivan Strinic che, ad oggi, si è rivelata una sorprendente (in senso positivo) operazione di mercato., ha comunque lasciato nello scacchiere azzurro le solite lacune (mancanza di un centrocampista con doti diverse rispetto a quelli che abbiamo in rosa). Quindi troppo poco per un’inversione di tendenza molto evidente sotto il profilo caratteriale e dell’atteggiamento in campo. Il Napoli di questo inizio anno ha mostrato cinismo, e abilità nel gestire le sofferenze. Non a caso le vittorie con Genoa, Chievo e il pareggio contro l’Udinese in Coppa Italia, hanno avuto più o meno la stessa sequenza.

    Si è preferito il risultato alla bellezza del gioco. Un Napoli più ‘italiano’ rispetto a quello ‘europeista’ di qualche mese fa, dove soffriva in maniera gratuita e palese anche avversari sulla carta più che abbordabili, spesso rimettendoci punti per strada. Un Benitez che si è dovuto adattare. Paese che vai, usanze che trovi. Il calcio non è una scienza esatta, in Italia più che dalle altre parti. Il futuro di Rafa Benitez è ancora incerto. Ma non c’è tempo per pensarci. Troppi impegni. Meglio focalizzarsi sul presente. Rincorsa alla Roma per un posto diretto in Champions, ed Europe League, con la ripresa in programma il prossimo 19 Febbraio. Senza tralasciare la Coppa Italia, che seppur povera di fascino e d’interesse (dopo la vittoria di ieri, ci sarà chi avrà cambiato idea) il Napoli è lì a pochi passi dalla finale. E l’appetito vien mangiando. Chissà…