Ciccarelli: Malagò deve commissariare Lega e FIGC al più presto possibile.

    Malagò deve commissariare il calcio. Lotito Ovunque, anche nelle intercettazioni

    Leonardo ciccarelli, giornalista di Tele club Italia e il Mattino, ha scritto un bellissimo editoriale, su fanpage.

    Nemmeno il tempo di scrivere, che spuntano nuove intercettazioni. Ci sono tutti, da Lotito a Tavecchio, da Macalli a Galliani, da Sky ad Infront, da Mediaset all’Antitrust. Un calcio malato, un calcio che avrebbe bisogno di essere messo in coma farmacologico

    Il calcio va fermato. E’ l’unica soluzione ormai. Troppe persone coinvolte, troppi dirigenti, coloro che dovrebbero garantire che in uno sport, lo sport più famoso ed importante del mondo, non entrino certi personaggi. Malagò deve commissariare Lega e FIGC al più presto possibile.

    Andiamo per gradi e vediamo come si è arrivati a questo punto di non ritorno.

    Dirty Soccer, questo il nome dell’indagine della Procura della Repubblica di Catanzaro che ha portato all’arresto di 50 persone coinvolte in un traffico di calcioscommesse. Tra i nomi più importanti spiccano quelli di Mario e Raffaele Moxedano, dirigente e capitano del Neapolis Mugnano.

    Arresti e perquisizioni in 21 provincie italiane, tra Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto e Lombardia, il capo d’accusa è associazione a delinquere, finalizzata alla frode sportiva, aggravata dall’associazione mafiosa. Ci sarebbero almeno cinque latitanti, e oltre settanta indagati. Accertata l’esistenza di due diverse associazioni criminali in grado di alterare risultati degli incontri di Lega Pro e Serie D. Decine le partite combinate, almeno 30 le squadre coinvolte: vi sarebbero Pro Patria, Barletta, Brindisi, L’Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor Lamezia, Sant’Arcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas, San Severo.

    Le indagini partono proprio dal Neapolis Mugnano ed è una situazione tutt’altro che semplice perché a differenza del filone di Cremona, dove i soggetti interessati erano comunque di alto rango sociale, qui ci sono stati episodi di sequestri di persona e pestaggi, sono coinvolti soggetti decisamente pericolosi.

    L’indagine è partita da un’inchiesta su Iannuzzo esponente di spicco della ‘ndrangheta, una cosca specializzata nell’imprenditoria. Proprio a Iannuzzo il presidente del Neapolis si era rivolto per cercare di vincere il campionato, praticamente senza giocatori. Il boss nelle intercettazioni parlava di “babbi” riferendosi agli atleti, decisamente non all’altezza della situazione.

    Poi, nel pomeriggio, si è rincarata la dose

    Tutto questo nella mattinata, nel pomeriggio le cose sono diventate molto più inquietanti visto che è tornato di moda il Lotito Ovunque, solo che in modi spiacevoli: atti giudiziari.

    “Macalli e Tavecchio sono due rincoglioniti… in mano a Lotito, che li ricatta” dice Vittorio Galigani, ex DS di diverse squadre ed editorialista di tuttolegapro.com, mentre è a telefono con Ercole Di Nicola, direttore sportivo de L’Aquila (arrestato questa mattina). Questa telefonata, del 15 gennaio, avviene nel giorno in cui Galigani pubblica un editoriale in cui “lamentava una diffusa quanto generale atmosfera di prevaricazione e malaffare imperante in seno agli organi di potere della Lega Pro”.

    “I due conversano a lungo e il Galigani – si legge negli atti dell’inchiesta – dava prova di quanto radicato fosse il malcostume nelle stanze del calcio professionistico italiano”, poi il passaggio del DS su Lotito e Macalli:

    Di Nicola: “Ho visto il tuo editoriale su tutto Lega Pro… hai attaccato Lotito a tutto andare!”

    Galigani: “No no, ma deve andare a casa, deve andare… racconto storie vere, non è che racconto favole… Lotito ha rotto i coglioni… il motivo del dissidio è Lotito, non è Ma… Macalli e Tavecchio sono due rincoglioniti in mano alle… come si dice… sì in mano a Lotito, che li ricatta, c’è pure che lui pensa che aveva diritto di fare il vicepresidente”.

    Di Nicola: “Eh…”.

    Galigani: “In Federcalcio, se lui lascia la sua poltrona a Macalli, c’è un motivo, se lui perde… una cosa che molti non hanno compreso… questa maggioranza della Lega, della Federcalcio, esiste in funzione del 17% della Lega Pro, se lui perde il 17% della Lega Pro salta tutta la Federcalcio… la sua stanzetta che ha lassù al quinto piano di via Allegri, lo cacciano”.

    In un Paese normale, già dopo le dichiarazioni pubblicate da Iodice, Lotito sarebbe stato accompagnato con molto garbo il più lontano possibile da qualsiasi forma sferica su campo verde, ma qui siamo in Italialand e tutto ciò non avviene.

    A questo punto il calcio va assolutamente commissariato. Malagò, in quanto presidente del CONI, deve prendere in mano la situazione, perché è evidente  che trovi assurda la situazione. Deve commissariare una federazione che ha a capo un personaggio che il giorno dopo la sua elezione è stato punito dal UEFA, che è stato processato e condannato cinque volte: condanna a 4 mesi di reclusione nel 1970 per falsità in titolo di credito continuato in concorso, 2 mesi e 28 giorni di reclusione nel 1994 per evasione fiscale e dell’Iva, 3 mesi di reclusione nel 1996 per omissione di versamento di ritenute previdenziali e assicurative, 3 mesi di reclusione nel 1998 per omissione o falsità in denunce obbligatorie, 3 mesi di reclusione nel 1998 per abuso d’ufficio per violazione delle norme anti-inquinamento, più multe complessive per oltre 7.000 euro.

    Malagò deve commissariare il calcio perché oggi ha parlato del posticipo del Derby di Roma con toni molto duri:  “Questa scelta – ha detto il presidente del Coni – mina in termini di credibilità le valutazioni perché quando si fanno delle eccezioni, ci saranno anche delle considerazioni che le giustificano, ma l’opinione pubblica non le prende bene e non reagisce bene. La Lega ha avocato a sé il diritto e dovere di spostare questa partita di campionato che ulteriormente mette le nostre strutture in difficoltà perché è un giorno feriale, ma dal mio punto di vista è stato fatto bene se tutti erano d’accordo, assolutamente no se non solo le due squadre del derby ma le altre due squadre non condividevano la scelta. E’ una partita che si gioca a tre”, poi continua dicendo “E’ comprensibile l’istanza del presidente De Laurentiis e del presidente Agnelli che ho sentito e che ha rispettato tutto l’anno la regola e l’impegno di giocare sempre il mercoledì e la domenica. Ha tutto il diritto di non cambiare la data”. Malagò poi torna a commentare l’organizzazione della Lega Serie A. “Quando si è scoperto che si doveva giocare la finale il 20 maggio – sottolinea – e complimenti alla Juve ancora, bisognava prevedere tutto il sistema di valutazione se uno spostava una pedina. Nel momento in cui tocchi una pedina alteri tutto il sistema e non va bene. Bisogna riconoscere – conclude – che chi ha giocato la Champions ha sempre giocato di domenica. Dice: ‘io ho rispettato sempre le regole’. La Juve è nel diritto di tutelare questa vicenda. Di fatto è stato scontentato qualcuno e questo non va bene”.

    Lodo diritti Tv

    Malagò deve assolutamente commissariare il calcio perché nella Lazio gioca un calciatore, e ne è anche il capitano, che è coinvolto pesantemente nel filone di Calcioscommesse di Cremona. Deve commissariare il calcio perché nella sera sono uscite nuove intercettazioni di Lotito: “Io, di bilanci, me ne intendo, sono quello che ha fatto prendere 1,2 miliardi alla Lega di A, ho fatto parlare Murdoch e Berlusconi”. Queste dichiarazioni hanno spinto l’Antitrust ad aprire una nuova indagine sui diritti tv, nel cui mirino sono finite Sky, Mediaset e Lega Calcio. Al centro dell’inchiesta l’esito della vendita dei diritti tv nel periodo 2015-2018 per il nodo che riguarda Sky e Mediaset, promosso da Infront, per mantenere uno status quo ed impedire alla tv satellitare di aggiudicarsi i migliori lotti dell’asta. Secondo la ricostruzione, questa intesa sarebbe stata avallata dalla Lega che avrebbe preferito un incasso certo, rispetto ad un incasso molto più alto ma più rischioso.

    In Lega Calcio lo scontro più duro ci fu tra Lazio e Juve perché Lotito controllerebbe 18 voti su 20 del consiglio e voleva questi soldi, mentre Agnelli pretendeva la massimizzazione dei profitti ed il rispetto delle regole, anche se teneva aperta l’ipotesi di un’intesa che però sarebbe stata nell’interesse di tutti, (senza dimenticare che Lapo Elkann ha interessi nelle società di Murdoch).

    A questo accordo si giunse dopo una lunghissima trattativa in cui Sky si aggiudicò l’intero campionato sul satellite mentre a Mediaset andò il campionario delle migliori 8 sul digitale terrestre col problema però che l’accordo era inferiore, e di parecchio, a quello dei concorrenti, 945 milioni di euro contro i 1100 proposti da altre aziende, e, cosa ancor più grave, era addirittura inferiore alla base d’asta, prevista a 954 milioni.

    Come funziona un’asta per i diritti tv? Come un’asta normale, ci sono i lotti. Il Lotto A, quello per i diritti delle migliori 8 sul satellite, andò a Sky che presentò l’offerta più alta. A Sky andò anche il Lotto D, tutte le altre partite in esclusiva su satellite e digitale, nonostante l’offerta inferiore a 2 concorrenti, Mediaset e Fox, e di poco superiore rispetto a quella di Eurosport. Perché andò a Sky allora? Attraverso Mediaset, dopo che l’Agcom e l’antitrust, in accordo con la Lega, diedero il via libera ad una sub-licenza. Mistero invece sul perché a Mediaset andò il Lotto B, i diritti delle migliori 8 sul digitale terrestre, vista l’offerta inferiore sia a quella di Sky che di Fox Sports.

    Come si è arrivato a questo accordo? Tramite Infront, l’advisor della Lega Calcio che sconfessò il bando preparato con una motivazione che non regge, ovvero, in breve, di non poter assegnare sia via satellite che via digitale le gare alla stessa azienda, per massimizzare il ritorno senza creare un monopolio. L’antitrust però smonta pezzo per pezzo questa tesi perché non è rilevante solo la Serie A, ma anche le competizioni internazionali, quindi se a Sky fosse andata la Serie A, non si sarebbe potuto ugualmente parlare di monopolio, visto che la Champions sarebbe rimasta a Mediaset.

    Dalla lega arrivò un assist a Mediaset praticamente che scelse la soluzione preferita senza tener conto delle regole del gioco.

    A questo punto arriviamo all’istruttoria di oggi che pure è strana come si evince dall’articolo: l’antitrust era a conoscenza di tutto, eppure solo oggi ha aperto un’indagine.

    Nella sera, nuove intercettazioni, con Galliani, Lotito, la stessa Infront perché sono emerse nuove notizie su Galigani e Di Nicola:

    Galigani: “Infront è Galliani”

    Di Nicola: “Dimmi una cosa, Lotito è proprietario di Lazio, Salernitana, Bari e Brescia?”

    Galigani: “Lui adesso con Infront, insieme a Galliani che è un paraculo, hanno preso anche il Brescia. Infront è Galliani. Infront è Galliani!”

    De Nicola: “Quindi è semplice:  Lazio, Salernitana, Brescia e Bari!”

    Allora, a conclusione, richiedo, come giornalista, che cerca di raccontare uno sport che resta pulito fino a prova contraria, ma soprattutto come utente e telespettatore, a Giovanni Malagò, di commissariare il calcio, fermare tutto ciò che è “fermabile” affinché si proceda nella trasparenza delle cose.

    La chiamavano Utopia però.