Ciccarelli: Ben Arfa è il nome caldo per il Napoli. Genio e sregolatezza !

    Ben Arfa è il nome caldo per il Napoli. Genio e sregolatezza, tra sette islamiche e filosofi

     
    Il Napoli è alla ricerca di un esterno e Ben Arfa ha il profilo giusto: talento smisurato e duttilità tattica

    Insigne infortnato, tanti nomi per sostituirlo.Tra questi spunta quello di Hatem Ben Arfa nel corso di Club Napoli All News, sulle frequenze di Teleclubitalia.

    Ben Arfa, franco tunisino, nato a Clamart, in Francia, nel Marzo del 1987. Talento cristallino e subito evidente fin dalla giovanissima età dato che dietro la prima punta, come trequartista puro, come esterno destro o sinistro, riusciva a fare praticamente qualsiasi cosa tant’è che a soli 15 anni si ritrova con un documentario sulla sua persona in cui veniva descritto come erede di Zidane. A tutto questo si aggiunge un trasferimento record al Lione, dal Clerfontaine, la Harvard del calcio francese giovanile, alla cui firma veniva depositato un bottino di 150mila euro nelle tasche del ragazzo. Il Clerfontaine è un’accademia del calcio, da cui sono usciti fuori campioni del calibro di Gallas, Anelka e Titì Henry. Nelle giovanili del Lione cresce a dismisura in compagnia di Benzema e forma una delle coppie offensive più forti di tutti i tempi in Francia ma non è tutto rose e fiori: Ben Arfa ha un caratteraccio, a voler essere buoni.

    Classico bad boy, sbruffone, pieno di talento, amato ed odiato dalle donne e dalle folle, profondamente orgoglioso e pieno di se. A Lione le cose non girano come devono girare, Hatem diventa geloso dell’ascesa di Benzema e lo insulta in allenamento ed in pubblico, viene così ceduto al Marsiglia.

    Con Deschamps le cose non migliorano perché Hatem boicotta gli allenamenti, litiga con l’ex capitano della Juventus e con i suoi compagni, arriva a sfiorare le mani con Dassier, il presidente della squadra, che stanco del suo comportamento lo cede al Newcastle ed è perfino riluttante perché cerca di far capire alla dirigenza inglese che il ragazzo non sta tanto a posto con la testa.

    In mezzo a tutto questo nel periodo francese Ben Arfa ha conosciuto la religione. Da sempre musulmano, grazie ad Abd al-Malik, che lo introdusse nel 2008 al sufismo. Fu un periodo molto buio con il padre padrone che cercava di allontanarlo dal procuratore, che per una volta è una figura positiva nella vita del calciatore, ed al-Malik che lo spinge sempre più in questa setta, una branca dell’Islam che dipinge tutti quelli che non la seguono come veri e propri nemici. Ad un certo punto, ed a raccontarlo è proprio Ben Arfa all’Equipe, qualche anno fa, fu costretto a baciare i piedi del leader. Lui, orgoglioso, si rifiutò categoricamente e fu cacciato.

    Questo episodio gli permise di tornare sui suoi passi, tornò a leggere i suoi filosofi preferiti: Freud, da cui ha dedotto che molti suoi problemi comportamentali derivano proprio dal rapporto conflittuale col padre, Kant e Nietzsche.

    Tornando al calcio giocato, le cose non migliorano di certo. Appena approdato oltremanica dopo un terribile tackle del milanista De Jong subisce una doppia frattura di tibia e perone, esce in lacrime, in barella e con la maschera d’ossigeno. Per lui è una punizione divina, comincia a rigare dritto.

    Al ritorno non gioca neanche tanto male, lascerà il Newcastle con 14 goal segnati ed una miriade di assist, la vera specialità del ragazzo a cui va dato atto di abbinare un comportamento diametralmente opposto in campo e fuori. Mentre nei peggiori bar dell’Hampshire il suo nome è più che famoso, in campo è sempre impeccabile. Pensate: 17 gialli ed una sola espulsione in quasi 300 partite da professionista.

    Hatem Ben Arfa potrebbe essere dunque il sostituto di Insigne, essendo a scadenza, avendo grande esperienza internazionale ed un talento, che a 27 anni, ha ancora tutta la possibilità di mettersi in mostra sotto la supervisione di un grande maestro come Rafael Benitez