CDS: Champions Napoli tocca a Gabbiadini scrivere la storia.

L’attaccante vuole scacciare gli incubi del fallimento

Champions Napoli tocca a Gabbiadini scrivere la storia.

Tocca a Gabbiadini scrivere la storia. Prima oscurato da Higuain, poi da Milik: adesso tocca all’ex Samp. Il gol per ricominciare.

 

SCRIVE IL CDS: Notte speciale per Manolo Gabbiadini, scrive il corriere dello sport,  ha la fiducia di Sarri e di tutto l’ambiente azzurro. Napoli-Besiktas e non è certo una partita qualsiasi, con ciò che comporta per chiunque, Gabbiadini compreso.

Tocca a Gabbiadini. E’ la strana, dura, impietosa legge del calcio dei bomber: segno, quindi esisto, e non c’è mica bisogno d’un trattato, né di un algoritmo, affinché Gabbiadini ripiombi nel suo mondo, quei sedici metri che sembra siano il proprio habitat naturale, per uscire da un tunnel nel quale Sarri ha tracciato la segnaletica. E’ 4-3-3, e sono tagli, attacchi centrali, due esterni che magari andranno un po’ più dentro al campo, quasi a formare un albero di Natale, per illuminare un percorso semplice-semplice che però il bomber ha smarrito.

«Noi abbiamo già un po’ cambiato, rispetto all’anno scorso: stringiamo le ali, portiamo Hamsik a ridosso, a volte giochiamo a due in mezzo al campo. Sono cose che accadono a partita in corso».

E’ la nuova versione del calcio di Sarri, quella che non prevede (più) la presenza d’una star onnivora e bulimica come el pipita, una sorta di rapace capace d’ogni cosa, e che tenta di privilegiare l’ostentazione del proprio football attraverso il palleggio e la verticalità. I centosei gol dell’anno scorso, figli dei centoquattro più centoquattro di Rafa Benitez, hanno squarciato un orizzonte festoso, nel quale Gabbiadini s’è smarrito, forse per i bagliori, il luccichio d’una manovra a tratti esagerata e comunque da lui distante.

«Abbiamo codici che conosciamo e caratteristiche di centrocampisti e di esterni che ci hanno portato a cambiarci d’abito, un anno fa. Gabbiadini non è un problema: io ho fiducia totale in questa squadra e nel suo modo di essere. Non eravamo fenomeni fino a tre settimane fa, non siamo stupidi adesso. Contro il Besiktas giocheremo come sappiamo, cercando di non commettere quegli errori che ci sono costati cari tra l’Atalanta e la Roma. Ci serve solo ritrovare le distanze».

E un centravanti, che sia Gabbiadini, capace di impadronirsi del Napoli, di farlo da solo e prima che diventi (eventualmente) troppo tardi.