Cesarano: vi racconto cosa e’ successo al triplice fischio, emozionante.

 

Come le vogliamo chiamare? Emozioni?

Rino Cesarano, storica firma del giornalismo napoletano, ha pubblicato, il suo personale racconto degli avvenimenti, dopo la fine di Napoli-fiorentina. Con la consueta bravura Cesarano ci ha fatto vivere l’emozione del momento.

 

Vorrei raccontare cosa è accaduto al triplice fischio del discutibile Banti, anche perchè a me ha procurato più emozioni della partita stessa. Tredici minuti che, non lo nascondo, mi hanno fatto venire la pelle d’oca. Tutti in piedi sugli spalti ad applaudire, abbracciarsi, esultare. Reina resta nell’area di rigore davanti alla curva A, sbracciandosi. Chiama i compagni a raccolta. <Venite>, urla.


Così, uno per volta s’avvicinano sul dischetto del rigore: il primo è Ghoulam, poi Insigne (con la canotta bianca), Albiol, Callejon, Mertens, Hjsay, Koulibaly. Jorginho, invece, corre ad abbracciare lo speaker, Decibel Bellini che si precipita a centrocampo……. Higuain, dal canto suo, viene accompagnato da Baldari alla postazione delle pay tv. E’ il delirio. Reina e soci applaudono i tifosi. Il portiere saltella; Insigne è incontenibile; Koulibaly alza le mani e saluta.
Con loro, non c’è Sarri. Il tecnico ha voluto lasciare la scena a loro, come suo solito, ed è scappato nello spogliatoio.


Dalla curva A, i calciatori, restando sempre sulla pista, si dirigono verso i distinti. Altri applausi, altre scene di entusiasmo. Ma Reina si stacca dal gruppone e va verso la tribuna. Lancia baci e saluti alla moglie che è lì a gioire con i suoi splendidi pargoli. Ed a quel punto, Valdifiori, corre verso la porta, raccogliendo i guanti di Reina e l’asciugamano che aveva lasciato accanto al palo. Li custodirà lui. Grande gesto di amicizia.
Quindi, il gruppo, guidato da Insigne va sotto la curva B. E qui, l’entusiasmo arriva a mille, tanto da coprire l’intervista di Higuain. Poi è la volta di Gonzalo, acclamato a più non posso dai quarantamila che erano rimasti sugli spalti. Tredici minuti per sancire un amore così intenso e così viscerale.


A questo punto decido di scendere negli spogliatoi. Incrocio la signora Jacqueline e Francesco Cipriani Marinelli. Quest’ultimo mi abbraccia e mi bacia:<Sei stato il primo a Paestum a partecipare a questo progetto, non dimentico. Ora vedi di iniziare la battaglia per lo stadio. Facciamo qualcosa. Non è possibile assistere ad uno spettacolo del genere in un impianto simile>. Ed io:<Hai ragione, Francesco, tutti noi dovremmo adoperarci per far ragionare i nostri amministratori>. La signora Jacqueline annuisce ma non interviene. Anzi si stacca per salutare le mogli dei calciatori ed accarezzare i figli di Reina.


Mi dirigo verso l’area-interviste. Saluto Valdifiori:<Tieni duro, Mirko, verrà anche il tuo momento. Ti ricordi cosa ti dissi a Dimaro? Napoli, non è Empoli, avrai bisogno di tempo per ambientarti. A proposito: oggi ti sei superato con quel gesto di raccogliere i guanti di Reina. Bravo, bell’esempio di cameratismo>.

 Esce Sepe:<Mi raccomando, resisti. Io ero presente al tuo debutto a freddo, a Firenze , da allora hai fatto progressi enormi, quanto prima tornei a Napoli>
Mi viene incontro il pasticciere Sabatino Sirica, quello della pasticceria a San Giorgio a Cremano in via Cappiello. <Dottore, a me questo Napoli mi ricorda…..>, dice. Ed io:<Fermo Sabatino, lasciamo stare i paragoni…..le torte sono andate ad Insigne ed Higuain? Di solito le prendono chi segna un gol>. Sabatino risponde sorridendo:<No, no, i calciatori devono stare un pò calmi con i dolci in questo periodo. Ne ha presa una Sarri e l’altra Giuntoli>. Anche io ne ho avuta regalata una che a mia volta regalai ad un’amica di Portici. Quella torta devo ancora assaggiarla: è alle fragoline di bosco con crema chantilly. Un giorno vi andrò ma mimetizzandomi, altrimenti non me la lascia pagare.


C’è grande euforia lì sotto. Mi passa al fianco Higuain e Vincenzo Petrazzuolo mi spinge a farmi una foto:<Gonzalo, questo è un grande giornalista, ha scritto di Maradona>. Il Pipita sorride e posa con piacere.


Ed ecco il patron, scortato dagli uomini della sicurezza e dal fido Guido Baldari. Ci incriociamo, gli dò la mano e lui:<Sei contento? Ti è piaciuta?>. Ed io:<Io ho le idee chiare da tempo e tu lo sai. Contento io? Ma se tu sprizzi gioia da tutti i pori…..>. Poi ci appartiamo e parliamo ancora qualche minuto. Ma quello che ci diciamo è top secret. Mica si può raccontare tutto?


Buona serata a tutti (ora direte che sono logorroico ma ho scritto sull’onda dell’emozione e vi chiedo scusa)