CdS – L’esperienza di Albiol al servizio degli azzurri

     

    Ha raccolto volentieri il testimone lasciatogli da Pepe Reina. Oggi Raùl Albiol, dall’alto della sua esperienza, funge da leader in campo e fuori.

     

    Personaggio dotato di carisma e saggezza, il centrale difensivo del Napoli si presta a fare da guida ai più giovani dispensando consigli a ripetizione. Toccherà, quindi, a lui in quella tana chiamata «San Mamès» dispensare tranquillità ed ottimismo ai compagni. Non certo ad Higuain, Callejon e Michu che vi hanno giocato anche loro. Ma agli altri sicuramente sì, a cominciare dal giovane Rafael. Sette volte, Albiol, quando indossava le maglie di Valencia e Real Madrid, ha incrociato i baschi dell’Athletic Bilbao nel loro impianto. Quattro le vittorie, tre le sconfitte. Il bilancio è a suo favore, quindi, non si lascerà certo intimorire dal clima che si respirerà sugli spalti. Anzi, provvederà a spronare i compagni di squadra. Come ebbe a fare già al termine della gara di andata. «Quello dell’Athletic Bilbao è uno stadio difficile, avremmo voluto vincere e invece abbiamo pareggiato, ma mancano ancora i novanta minuti della gara di ritorno. Dobbiamo cercare di far gol e se lo facciamo, c’è possibilità di passare il turno. Higuain all’andata è sceso in campo per vincere e ha segnato un bellissimo gol, ma c’è ancora speranza per la gara di ritorno. Sarà difficile, ma dovremo lavorare molto e sarà importantissimo fare bene», disse il pupillo di Benitez martedì notte nel ventre del San Paolo.

    COMFIANZA, QUINDI. Albiol è convinto che il Napoli domani sera se gioca con la dovuta determinazione può far sua la qualificazione in Champions. In fondo, quelli dell’Athletic al San Paolo se la cavarono per la bravura del loro portiere e per quell’ingenuità commessa dalla difesa partenopea. Un errore di posizione che Albiol ha provato a vedere e rivedere in questi giorni: nessuno va a contrastare Muniain quando si allontana dalla marcatura di Maggio. Al San Mamès non succederà. L’ex difensore del Real ha spiegato a Koulibaly e agli altri compagni di reparto (ma anche ai centrocampisti che stazionano davanti a Rafael) di stare attenti al movimento degli attaccanti baschi. Spesso si spostano per non dare punti di riferimento e di attirare nella trappola i difensori avversari. «Occhio ed antenne ben dritte», ha ripetuto in questi giorni l’ex Blancos, nel corso delle frequenti esercitazioni alla fase passiva.

    CON HIGUAIN.«Gonzalo, ricordi? E tu Calleti, altra domanda ricorrente di Albiol, stavolta ad Higuain e Callejon. Erano in campo tutti e tre in quella vittoria esterna colta dal Real Madrid al San Mamès. Quattordici aprile 2013. Albiol giocava da titolare. Mourinho lo impiegò al fianco di Pepe, spostando Sergio Ramos a destra per rimpiazzare Arbeloa. Dopo la doppietta di Cristiano Ronaldo subentrarono Callejon (al posto di Benzema) ed Higuain (al posto di Benzema). Pochi minuti dal rientro ed il Pipita mise a segno la rete del terzo gol su assist di Ronaldo. «Gonzalo ricordi?», più volte Albiol ha ricordato quella sfida all’argentino, suo compagno di spogliatoio anche nel Real.

    FORZA CALLETI. Poi ha spronato anche Josè Maria Callejon. Nessuno di loro vorrebbe uscire dalla Champions League. E loro tre sanno come si espugna il San Mamès e come si può annullare il tifo che pioverà dagli spalti: giocando con attenzione ma anche con determinazione, senza lasciarsi intimorire o condizionare. E al nuovo leader dello spogliatoio partenopeo non poteva mancare l’incitamento di Pepe Reina. I due si sentono spesso, sono legati da sincera amicizia ed il portierone si è fatto già sentire con i connazionali, in particolare con Albiol. «Vamos a ganar», è l’esortazione più frequente che si è ascoltato in questi giorni tra quelle quattro mura e anche da chi ha dovuto cambiare squadra.

     

    Corriere dello Sport