CdS – Koulibaly: un diamante grezzo su cui lavorare

Un diamante grezzo su cui lavorare per tirarne fuori valore autentico, questo è Kalidou Koulibaly, difensore francese di origini senegalesi, per Rafa Benitez. Per i tifosi del Napoli, invece, resta ancora un’incognita. Dirompente, nonchè devastante al cospetto di Roma e Fiorentina; ingenuo e superficiale contro il Cagliari e la Sampdoria, fino a rimediare il primo cartellino rosso negli ultimi tre anni della sua carriera. Qual è la verità? Davvero il Napoli ha messo le mani su uno dei giovani difensori più promettenti, oppure Koulibaly è destinato a rimanere un calciatore forte fisicamente ma con limiti in marcatura incorreggibili?
PRIMO BILANCIO. Dopo tredici gare di campionato, due di preliminari Champions e quattro di Europa League, i dubbi persistono. Intanto si scopre che Benitez non ne ha mai fatto a meno, tranne che nell’incontro casalingo con lo Young Boys, e che contro l’Empoli, a causa della squalifica del gigante d’ebano, non sa come rimediare (Henrique o Britos al fianco di Albiol?). Probabilmente la verità sta nel mezzo: Koulibaly, classe 1991, possiede mezzi fisici e tecnici per diventare un ottimo difensore ma necessita di fare esperienza nel campionato italiano e di correggere taluni errori che a volte appaiono disarmanti. Errori di posizionamento e scelte di tempo; disattenzioni nei disimpegni e nei contrasti. Ma nello staff tecnico del Napoli sono tutti convinti che nel giro di un anno, il francese diventerà uno dei centrali più affidabili in circolazione, nonchè il perno su cui far ruotare l’intero reparto. Questione di tempo, quindi. Nonchè di ambientamento in un campionato dove saper difendere assume molta più importanza del saper attaccare. E che nulla viene perdonato a chi commette l’errore da ultimo uomo. Basti pensare a quanto accaduto con il Cagliari.
L’ESPERIENZA. Finora Koulibaly ha partecipato a due tornei di Ligue 1 e a due della massima serie belga, campionati dove certe astuzie sono del tutto sconosciute. Gli va dato tempo, quindi, di calarsi nella nuova realtà e di far tesoro degli errori commessi di partita in partita. Ne avrà a sufficienza il centrale pescato nel Genk e seguito da Benitez fin dal mondiale under 20 disputato in Colombia con la maglia della Francia nell’estate del 2011? Al Napoli non è costato poco. Per battere la concorrenza di altri club europei, De Laurentiis ha dovuto sborsare circa sette milioni di euro. Un investimento proiettato al futuro. Al momento, Koulibaly ha dimostrato di possedere maggiore forza fisica e vigoria rispetto al suo predecessore, Fernandez, passato allo Swansea. Ma nelle ultime prestazioni ha accusato più di un’amnesia in fase difensiva. Con il Cagliari ed anche con la Sampdoria. Solo colpa degli straordinari a cui l’ha obbligato l’allenatore? Può darsi. Più di Koulibaly solo il portiere Rafael ha accumulato un minutaggio complessivo superiore (1800’). Così come non è da escludere l’eccesso di esuberanza che spesso l’ha portato a trovarsi fuori posizione o anche in ritardo negli interventi. Tocca a Benitez e al suo staff limare quel diamante grezzo seguito con un certo interesse dal Manchester United e dal Monaco. E tocca soprattutto a lui, mettere a frutto certi insegnamenti che gli derivano da prestazioni non proprio impeccabili. Ma Koulibaly, rispetto ad altri giovani stranieri approdati in Italia, ha una voglia straordinaria di arrivare; ha già imparato la lingua e cerca giorno dopo giorno di apprendere altri trucchi del mestiere che gli vengono trasmessi da Albiol o dal tecnico stesso.
 
BLINDATO. Con il Napoli ha firmato un contratto fino al 2019. Non dà peso alle voci di mercato che arrivano dall’estero e punta a sfondare con la maglia azzurra. Anni fa optò per la nazionale francese pur essendo stato convocato anche dal Senegal. Vanta undici presenze nell’Under 21 ma per ora è chiuso nella nazionale maggiore. E’ in età per arrivarvi a patto che acquisti una continuità di rendimento nel Napoli e non alterni più ottime prestazioni ad altre decisamente insufficienti.
Fonte:CdS