Carratelli racconta Nordahl, l’uomo nel mirino di Higuain

     

    Mimmo Carratelli racconta Nordahl soprannominato “il pompiere” il calciatore che detiene il record dei 35 gol.

    Al Milan arrivò dal Norrkoping formò con Green e Liedholm il trio svedese entrato nella storia. Al Vomero Nel1950 strapazzò Vultaggio e Gramaglia che provarono inutilmente a fermarlo.

     

    Carratelli racconta Nordahl

    In quegli anni dopo l’ultima guerra, trecento chilometri a sud del Circolo polare artico, sulla costa nord-orientale della Svezia davanti al mare del Golfo di Botnia che divide la Svezia dalla Finlandia, Hornefors era un villaggio di un migliaio di abitanti. I Nordahl, quattro fratelli, erano una famiglia di tornitori, il padre fabbro e la madre sarta. I ragazzi giocavano a pallone per diletto.A sedici anni, Gunnar (già il più grosso della famiglia) sfondava le reti delle porte sui campi di calcio.

    Lo adocchiò il Norrkoping allenato da Lajos Czeizler , squadra blasonata dell’omonima città della Svezia sud-orientale.  In Svezia non c’era il professionismo nel calcio.Fu assunto come pompiere e gli venne assicurata una pensione a vita. A Norrkoping confermò le sue doti di goleador micidiale.

    A quei tempi, il povero calcio italiano appena risorto dalle macerie della guerra faceva incetta di stranieri. ,intanto, proprio Lajos Czeizler era diventato allenatore del Milan (1949) e nessuno meglio dell’ungherese conosceva le straordinarie potenzialità di Gunnar Nordah.

    Quando Nordahl, già soprannominato “il pompiere”, giunse in treno a Milano il 22 febbraio 1949, un sabato, aveva 28 anni, alto 1,90, peso 95 chili, circonferenza toracica di 105 centi metri. Un migliaio di tifosi milanisti l’accolse alla stazione, ressa, vetri del treno in frantumi, quattro feriti. Il colosso svedese si rivelò di una agilità straordinaria. Lo vedemmo al Vomero,nella prima domenica di ottobre del 1950, col Milan che vinse 5-3,strapazzare Vultaggio e Gramaglia che cercavano di fermarlo in tutti i modi. Uno dei due, non ricordiamo bene chi, lo prese perla maglia a cinquanta metri dalla porta di Casari. Nordahl si trascinò l’azzurro per metà del campo e andò a segnare uno dei due suoi gol di quella giornata. Ci disse un giorno Chiappella che l’aveva affrontato con Rosetta e Cervato nella Fiorentina: «Incredibile. Non poteva fermarlo nessuno.Una stazza da giocatore di football americano. Un gigante. Pure, aveva una vocetta sottilissima. Quando, sul campo, sentivi quella vocetta, come un sibilo, erano guai perché stava chiamando palla per scatenarsi in gol».

    Ecco chi è stato Gunnar Nordahl, terzo cannoniere assoluto del campionato italiano (225 gol dietro Totti 248 e Piola274) con il record stagionale delle 35reti che fa gola a Higuain, due gol sotto e una partita da giocare dopo l’handicap delle tre gare saltate per squalifica. Gunnar è morto ventuno anni fa. Era in vacanza in Italia, ad Alghero in Sardegna. Un infarto.Carratelli racconta Nordahl.

     

    Mimmo Carratelli per il Mattino-Foto: wikypedia