Caro Presidente : San Gennaro si festeggia a Napoli

     

    Di: Francesco Pollasto ® riproduzione riservata

    Nulla ha dato mai un segno più eclatante e tangibile della ‘potentia’ di San Gennaro quanto le terribili calamità naturali e storiche che egli ha combattuto per proteggere la ‘fidelissima’ città di Napoli, da quando questa ha acquisito il privilegio di possedere e venerare i frammenti del corpo del martire.

    Le ultime uscite di De laurentiis Senior prima e di De Laureniis junior dopo, hanno creato una crepa, tra i tifosi e la societa’, ma l’ultima idea made  in Aurelio ha suscitato un misto di sentimenti da parte d popolo Napoletano  che vanno dall’incredulità all’ira!

    http://napoletanosinasce.com/caro-presidente-san-gennaro-si-festeggia-napoli/ bene di unire sport e sacro, offrendo ai tifosi del Napoli un pacchetto  per il suo parco a tema nella citta’ di Roma.

    Con la modica cifra di partenza di 40 euro, egli ci invita a festeggiare San Gennaro a Roma.  La mia prima reazione e’ stata una grassa risata, ho pensato “questo signore si dice Napoletano e poi elucubra una cosa così?, bha nun po’essere ” dopo invece mi sono reso conto di quanto reale e seria fosse l’idea, a quel punto, mi sono adirato.

    Penso a Dudù e Ciccillo che  spiegano agli Americani  il culto di San Gennaro e la devozione dei Napoletani

    Penso a Massimo che parla con il santo, come se fosse il suo migliore amico

    Penso a  Voltaire  che la chiamava  ‘superstiziosa devozione’,

    penso al 4 maggio 1799, durante la breve  parentesi della Repubblica Partenopea, il miracolo della liquefazione del sangue avvenne regolarmente, in presenza del generale Macdonald e di ‘moltissima truppa’ francese, malgrado gran parte del popolo attendesse un segno del dissenso del patrono verso gli invasori francesi. L’evento scatenò una vera ‘ribellione alla santità’ (Niola): ingiurie corporali alla statua del santo apostrofato persino come ‘puorco’, il trasferimento del patronato sulla città a Sant’Antonio di Padova, assunto come santo ‘controrivoluzionario’ e ‘rivale sanfedista’ (De Maio) del sommo patrono, e persino la comparsa di un quadro in cui lo stesso Sant’Antonio punisce San Gennaro, ‘fattosi giacobino’.

    Troppe ce ne sarebbero da dire “caro” presidente, la festa di San Gennaro non e’ la pasquetta, non si va a fare la gita fuori porta, si sta a Napoli fuori al Duomo, o nei caffe’, in strada o in famiglia, tutti uniti aspettando il miracolo.

    La festa di San Gennaro e’ la quintessenza  di Napoli,  e’ la città che si manifesta al popolo e non viceversa!

    Ma tu non lo puoi sapere non lo hai vissuto, non te lo hanno inculcato!

    Giusto  per chiudere queste quattro chiacchiere vorrei domandarti “caro” presidente perché hai investito nella tua Roma? a Napoli c’era ad esempio  L’edenlandia  da poter rilevare! ci hai  pensato?