Capodimonte , museo povero i turisti non si fermano più qui

Il museo di Capodimonte e’ l’emblema dell’arte negata.

l nodi: Mal collegato, senza guida, nessuna indicazione stradale per trovare la pinacoteca di Capodimonte, nemmeno all’uscita della tangenziale.

Zero parcheggi e l’unica segnalazione coperta da un cartellone pubblicitario. La direttrice Linda Martino ha il compito di attendere l’arrivo di Silvyan Bellenger il nuovo  manager.

Di:Gaty Sepe per il mattino

Poche sale aperte. Pochi custodi. Poche informazioni. Pochi visitatori. È povero, in questo momento, il museo di Capodimonte, la sontuosa reggia dove è alloggiata una delle collezioni
più preziose d’Italia. Povero perché viene meno ad una delle sue principali funzioni: «Sviluppare in un pubblico sempre più vasto l’attenzione nei confronti del patrimonio artistico», come si legge nella carta della qualità dei servizi pubblicata sul sito del museo
che i dipendenti stanno facendo autotassandosi.

Da marzo, quando è andata in vigore la riforma Franceschini che ha reso alcuni musei strutture autonome, Capodimonte è senza guida, a linda Martino, direttrice su delega dell’ex soprintendente Fabrizio Vana il compito di traghettare la pinacoteca fino al 16 novembre quando si insedierà il nuovo manager Sylvian Bellenger, praticamente senza alcun
potere di gestione. «C’è tanto da fare per adeguare il museo agli standard europei».

E ancora, «il problema è portarci il pubblico, l’accesso è difficile» ha detto appena fresco di nomina il nuovo direttore, il francese che per Napoli lascerà l’Art Institute di Chicago.

Mal collegato con i mezzi pubblici, il museo è difficile da raggiungere anche con i mezzi propri. Non c’è nemmeno una indicazione, per esempio, all’uscita Capodimonte della tangengenziale.

Ci sono nella zona dei parcheggi privati, ma nessuna area di sosta comunale è previstaesclusivamente per i visitatori del museo. «Strisce blu? E noi che ci stiamo a fare? n parcheggio del museo lo gestiamo noi» si sbraccia il solito abusivo indicando perentorio tutto lo spazio libero per la macchina.

Gli autobus turistici si fermano a Porta Piccola e i crocieristi ormai a Capodimonte non ce li portano più.

Il museo nel 2014 ha fatto 126mila visitatori, nemmeno la metà dei 254.000 della Grotta azzurra a Capri.

Davanti alla biglietteria i totem informano sulle regole del museo, Nessuno, però, si preoccupa di farli rispettare. Al visitatore viene consegnata una mappa, due facciate di un foglietto, una per piano, con le indicazioni delle sale visitabili che, al netto di quelle “momentaneamente chiuse ” e di quelle “visitabili su prenotazione” è circa la metà delle 126 sale del Museo. Nemmeno una brochure per un museo che raccoglie 2849 dipinti,310 sculture e frammenti, 19851 oggetti d’arte e d’arredo, 2444 disegni, 24194 stampe e 89 opere d’arte contemporanee.

Le visite guidate si fanno solo su prenotazione- periodicamente un gruppo di storici dell’arte ne tiene alcune gratuite ma al punto di accoglienza non nesanno niente -le audioguide costano 5 euro. L’assenza di informazioni adeguate accompagna chi decide di fare la visita da solo per tutto il percorso del museo.