Caos San Paolo: il Napoli non paga da 2 anni, ma vanta crediti dal Comune

Caos San Paolo: il Napoli non paga da 2 anni, ma vanta crediti

Caos San Paolo

Caos San Paolo: il Napoli non paga da 2 anni  e non ha firmato la convenzione, ma Auricchio rivela: “siamo noi in debito con il Napoli calcio“. I tifosi in presidio sotto palazzo San giacomo per il caro biglietti.

Scrive Repubblica:

Caos San Paolo:”SETTORE POPOLARE”. È lo striscione firmato Ultras Napoli che spunta alle 10 davanti Palazzo San Giacomo. Tifosi contro l’aumento fino a 40 euro dei biglietti nelle curve. Un presidio che si posta sotto la sede del consiglio comunale mentre si apre al quarto piano la commissione sport sullo stadio San Paolo. Consiglieri di maggioranza e opposizione solidarizzano con i tifosi.

Perchè il caro biglietti fa a cazzotti con la notizia, rivelata da “Repubblica” a giugno, che il patron de Laurentiis non paga il fitto da due anni. Da settembre 2014. Il motivo? Il Calcio Napoli rivendica somme che aveva anticipato otto anni fa al posto del Comune per impiantare i tornelli. E il capo di gabinetto Attilio Auricchio ammette: «Abbiamo fatto i conti, saremmo noi in debito con la società. Le partite creditorie sono a vantaggio del Napoli». Doccia fredda per i consiglieri.

Oltre a non versare il canone, infatti, il presidente azzurro non ha firmato da quasi un anno la convenzione approvata a ottobre scorso dal consiglio comunale che sostituiva quella ormai scaduta. Una convenzione cosiddetta ponte che doveva traghettare il rapporto tra il Napoli e il Comune fino alla concessione vera e propria che scatterà dopo la ristrutturazione dell’impianto. Rispetto al vecchio accordo, il nuovo atto prevedeva un aumento per De Laurentiis del 20 per cento: canone di 782 mila, e anche le spese per tenere aperta di notte la metro. Nel corso dell’anno però non sono mai state esaudite quelle condizioni. E ora bisogna capire come De Laurentiis salderà gli arretrati.

Spiega Auricchio: «Il Napoli, non avendo firmato, dovrebbe pagare applicando le tariffe del servizio a domanda individuale». Vuol dire: partita per partita, un calcolo più sconveniente per la società calcistica, anche se non sono stati redatti ancora rendiconti precisi sull’ultima stagione. Di sicuro per la prima annualità non ancora versata, da settembre 2014 a settembre 2015, il Napoli deve 644 mila euro.

Per il debito totale a questo punto si deve dirimere la matassa del 2016: il presidente del Napoli – si è detto in commissione – sarà convocato ad horas in Comune. Con le tariffe a domanda individuale approvate dal 2014 su proposta dell’ex presidente della commissione Gennaro Esposito – secondo stime degli uffici – un anno costerebbe al Napoli 2,5 milioni, con 30 mila spettatori di media. A complicare il dare e l’avere però ci sono le contestazioni del Napoli.

I tornelli, in primis: quelli installati secondo il decreto Pisanu durante la giunta Iervolino che spettavano al Comune ma furono finanziati dal Napoli. Circa 2 milioni. A cui si aggiunge l’ultima richiesta del patron: i mancati incassi l’anno scorso in Curva A per la chiusura del settore causa inagibilità.

Auricchio ha rimarcato l’atteggiamento fermo dell’amministrazione nei confronti del Napoli: «L’abbiamo costretto per 4 volte a indicare la sede di Palermo». Entro fine anno i primi lavori per 5 milioni sul totale di 25 milioni illustrati dall’assessore Ciro Borriello: antincendio, sicurezza, spogliatoi, tribuna stampa. Dal nuovo anno il cambio dei sediolini e il resto del restyling.