11 Considerazioni tra calciofili e calciopoli

    Calciofili e calciopoli

    Considerazioni tra calciofili e calciopoli di Luca Cirillo.

    Il giornalista ed editorialista, Luca Cirillo, con la sua consueta bravura e  ironia, ci racconta il Napoli post Udinese in undici considerazioni tra “calciofili e calciopoli “ tutte da leggere e qualcuna da conservare.

    Calciofili e calciopoli

    1) Se facessi ancora l’insegnante alle scuole elementari, consiglierei ai bambini di amare il calcio senza farsi prendere la mano sul tifo. Lo sport è una cosa, la manipolazione di esso un’altra…

    2) A chi ha letto il primo punto e ha già storto il naso, voglio subito chiarire un aspetto: l’Udinese ha meritato di vincere!

    3) Ghoulam oggi aveva trenta chili di paposcia, l’ha srotolata abbondantemente su tutta la fascia.

    4) Sarri ha dimostrato di essere un allenatore di valore: è già nella storia del Napoli, e questo non glielo può togliere nessuno. E’ del pari evidente che pecca di inesperienza e di capacità di lettura di certe sfumature: Strinic, Mertens e Gabbiadini li ha mentalmente logorati. Insistere su Insigne anche quando è palesemente in affanno è autolesionismo puro.

    5) La carriera di De Canio è di tutto rispetto, forse ha avuto meno di quel che meritava. Ma ora non esageriamo! C’è di meglio in giro, direbbe Canà parlando di Liedholm.

    6) Quando Hamsik si addormenta mi ricorda quella famosa barzelletta del nonno che barcolla sulla sedia accanto al camino e che non riesce a fare una scorreggia per la troppa attenzione dei parenti che lo raddrizzano otturando le vie di sfogo.

    7) Tu Marì, Marì, fai il figlio di Salvatore: Gabriel ti ha dato la buona notizia… Annunciaziò, annunciaziò. Avimm’ sbagliat’ casa!

    8) Irrati si è semplicemente sfogato: rigori in quantità e senza farsi problemi, cartellini gialli come se piovesse. Ricordate il film Totò Diabolicus, l’episodio del chirurgo che impone al suo assistente di sostituirlo nottetempo fingendosi lui per inchiodare sul fatto la moglie traditrice? “Ti preme la cattedra?”, queste le parole per convincerlo..

    9) Caro Higuain, fratello nostro, ci avevi creduto. Volevi stracciare il record di Nordahl, volevi conquistare lo scudetto a Napoli come Maradona. Ma siamo in Italia, caro ragazzo ingenuo… Ora scegli tu: resta per continuare a lottare a capo di un popolo che ama il calcio nonostante tutto, oppure lascia questo paese che probabilmente non ti merita e che è pronto a preferire chiunque a te solo perchè indossa altre maglie.

    10) De Laurentiis, la dieci è per lei: in assenza di dieci, le lacune solo le stesse di sempre. All’indomani della resa ai “poteri forti” dopo aver diramato un comunicato inutile che diceva l’esatto contrario, non mi stupisco per queste evidenti mancanze di rispetto. Serve una dirigenza seria, preparata e forte in tutti i sensi. Che al momento non c’è.

    11) Il campionato non è ancora finito, sursum corda. Il calcio è uno sport troppo bello per non essere amato. Non è una contraddizione rispetto alla prima considerazione. Nessuno può impedire a nessuno di gridare “forza Napoli” o “forza Genoa”. Lo sport è spettacolo, è passione. Ma il tifo non deve azzerare la dignità! E in Italia purtroppo si fa confusione, e tutto si complica.

     

    Foto: tratta da un idea di BrunoArts