Caiazza: i soliti problemi Difesa che prende gol e l’attacco che spreca

Anno nuovo, vita vecchia. È proprio il caso di dirlo.

Di :Salvatore Caiazza il Roma
Così come nello scorso torneo di serie A, il Napoli anche in quello in corso sta
mostrando i soliti problemi che non gli permisero di tenere testa a
Juventus e Roma. Neanche è cominciato il ciclo delle sfide contro le
cosiddette provinciali, che già gli azzurri si sono fermati. La
sconfitta patita con il Chievo, seppur immeritata, ha confermato che
Higuaìn e compagni hanno difficoltà nell’affrontare avversari che si
chiudono in dieci dietro il pallone. Certo, le occasioni da gol non sono
mancate ma quando tiri 33 volte in porta e non segni c’è bisogno di
cambiare qualcosa. Non può essere solo sfortuna o bravo il portiere
Bardi. Il fatto ancora più grave è che poi alla prima occasione subisci
pure lo svantaggio. E a quel punto cadono le braccia e non si possono
evitare i fischi di un San Paolo che fino alla fine ha sostenuto la
squadra. Inutile dire che la colpa di una partenza pessima non è di
Benitez. Ma di un apparato che proprio non ha la forza e il carattere di
stendere subito l’avversario. Certo, se Higuaìn avesse segnato il
rigore, a quest’ora staremmo parlando di altro. Di un Napoli a punteggio
pieno e capace di poter correre per il tricolore assieme alle altre
pretendenti.

Purtroppo il Pipita ha sbagliato e a quel punto il Chievo
ne ha approfittato. Soprattutto di un reparto arretrato che proprio non
ha dato garanzie nelle quattro gare ufficiali di inizio stagione. Ben
sei le reti subite e due le sconfitte patite. Il pari in casa col Bilbao
è stato agguantato per la forza che ci ha messo Gonzalo mentre a Marassi
col Genoa è prevalso finalmente il carattere. Nessuno vuole prendersela
con i singoli ma è evidente che Albiol non è esente da colpe sulla rete
di Maxi Lopez e neanche su quelle segnate dai baschi al San Mames nel
preliminare di ritorno. L’ex Real Madrid sembra in crisi, non è più quel
marcatore impeccabile che si era visto la passata stagione. Molto
probabilmente sente il peso degli impegni troppo ravvicinati e
dell’esclusione dalla Champions. E non è il solo. Anche qualche suo
compagno sembra non stimolato come una volta. Va detto, poi, che
Koulibaly è ancora un po’ acerbo per un campionato così difficile come
la serie A.

Magari diventerà il Thuram partenopeo ma lanciarlo subito
nella mischia e dargli la responsabilità di gestire un reparto è stato
troppo. Maggio sembra aver dimenticato come si crossa e come si eviti un
avversario. Ha avuto una involuzione incredibile anche perché ormai, per
il ruolo che deve coprire, non ha più la forza fisica di una volta.
Dall’altra parte si è distinto Zuniga ma è troppo poco il suo apporto
rispetto alle qualità che ha e a quanto guadagna. Non va dimenticato il
grande assente: Pepe Reina.

Rafael è bravo ma la sicurezza che dava lo spagnolo era tutta un’altra cosa.

Il brasiliano è un virgulto che inprospettiva sarà uno dei numeri uno più forti al mondo ma per adesso
anche lui, come Koulibaly, deve fare i conti con un impegno proibitivo.
Se la difesa prende gol è anche colpa di un centrocampo molto leggero
che copre poco. In occasione della rete di Maxi Lopez c’è Inler che non
segue l’argentino diretto in porta. Jorginho, poi, fa quello che può ma
con un muro davanti proprio non riesce ad esprimersi a grandi livelli.
Manca la stazza fisica che Benitez reclamava già lo scorso anno. Per
finire c’è un attacco che spreca troppo. Undici azioni nitide da gol non
sono poche ma purtroppo neanche una volta è stata buttata la palla
dentro.

Come si può pensare di lottare per lo scudetto se non si batte
un Chievo preso quasi a pallettoni. La davanti ci sono punteros d’elite
ma nessuno sta dimostrando di essere tale. Callejon sembra turbato da
chissà che cosa, Insigne non ne indovina una e Higuaìn fa quello che può
nel deserto. Fortunatamente Hamsik ha fatto qualcosa in più del solito
ma è servito a poco perché il Napoli è rimasto al palo.