Caiazza: “Higuaìn, Higuaìn, Higuaìn”

di Salvatore Caiazza
“Higuaìn, Higuaìn, Higuaìn”, quando i venticinquemila tifosi presenti al San Paolo hanno cominciato ad urlare a gran voce il nome del loro
bomber, sarà scattato qualcosa nella mente e nei piedi del Pipita. Il pubblico si è accorto che Gonzalo proprio non riusciva a sbloccarsi e hanno pensato che un po’ di carica gli avrebbe fatto bene. A quanto pare gli ha fatto benissimo visto che l’argentino ha subito messo le cose a posto dopo il pari di Nico Lopez firmando il 3-2 e poi via via anche il 4-2 e il 6-2 su calcio di rigore.

Ci voleva l’Hellas Verona per far uscire dalla gabbia il leone Gonzalo. Per sette giornate era rimasto all’asciutto il puntero sudamericano. Avrebbe potuto sbloccare il match con il Chievo Verona nel secondo turno di campionato ma purtroppo incappò nel portiere Bardi che blindò praticamente la sua porta. Avrebbe voluto fare la stessa cosa anche Rafael domenica pomeriggio ma, dopo aver sventato un paio di volte i tiri del Pipita, alla fine si è dovuto arrendere alla forza di un campione che sa segnare in tutti i modi. In azione, anticipando l’avversario e dagli undici metri. In verità le pappine sarebbero potute essere quattro ma l’assistente di Gervasoni ha visto un fuorigioco che non c’era assolutamente. Higuaìn, dunque,
riparte da una tripletta.

E con lui anche il Napoli. Il tris di reti dell’altra sera può rilanciare sia il diretto interessato che la sua
squadra. Una squadra che proprio non riusciva a sbloccarsi mentalmente e tatticamente dopo l’eliminazione dalla Champions. La caduta di Bilbao
aveva fatto danni copiosi nella testa ma anche nelle gambe dei calciatori. Al punto di permettere a Chievo, Udinese e Palermo di
portare punti a casa.

Dopo i successi con Sassuolo e Torino si pensava che tutto fosse finito ma il 2-2 a Milano con l’Inter e la sconfitta a
Berna con lo Young Boys hanno evidenziati le solite lacune di un gruppo che proprio non riusciva a sentirsi grande. A quanto pare aveva bisogno
della spinta del suo campione per uscire allo scoperto e cominciare a far paura ai diretti concorrenti per un posto in Champions. In tanti
speravano che l’Hellas potesse fare il colpaccio. Quando Halfreddson ha indovinato il tiro della domenica i denigratori di Benitez speravano nel
colpaccio dei veneti.

Ed, invece, il numero 10 gialloblu non ha fatto altro che scatenare la rabbia di un team che non riusciva a capire dove
sbagliava e perché non segnava più come una volta. Nonostante il Verona si fosse chiuso a riccio, il Napoli ha macinato gioco tirando in porta
la bellezza di ventisei volte. Un record incredibile che evidenzia le qualità di una squadra che non poteva sempre aver paura dei propri
difetti. Serviva il Pipita per rendersi conto che gli obiettivi da raggiungere sono ancora possibili. L’argentino ha intenzione di scalare
la classifica cannonieri dove a comandare c’è il suo gemello Callejon con sette reti.

Il Napoli si è messo a due punti dal terzo posto che vale i preliminari di Champions. Per come si erano messe le cose, sarebbe un ottimo traguardo a maggio prossimo. Ma nel calcio non si può mai dire. Se si resta con i piedi per terra e si cominciano ad inanellare altre vittorie, compresa quella con la Roma sabato prossimo,
allora la piazza d’onore non sarebbe così impossibile da agguantare. Certo, se Higuaìn fa l’Higuaìn del match con il Verona nulla è
impossibile. Adesso dipende tutto da lui. Benitez sapeva che prima o poi sarebbe esploso. Sabato ha cercato di pungolare sia il sudamericano che
capitan Hamsik. A quanto pare ha saputo colpire poiché uno ha siglato una tripletta, l’altro una doppietta. Non c’è, però, tempo di
crogiolarsi. Domani a Bergamo con l’Atalanta c’è la prova del nove.Colantuono metterà sotto esame un Napoli che dovrà capire se è davvero
grande come si è visto domenica al San Paolo o se dovrà nuovamente accontentarsi di un pari o addirittura perdere così come successe a Udine.