Il ‘caciomercato’. Da Ionita a Klaassen, alla telenovela Cavani. Quaranta nomi circa per ‘sfottere’ il tifoso

Da Ionita a Klaassen, alla telenovela Cavani. Circa quaranta fantomatiche trattative, utili per attirare dei click

Un tempo il calciomercato, era la fonte più pura dove i tifosi potevano mettere in libertà i loro sogni. Spesso i sogni, rimangono sogni. Ma erano quei giorni dove prevaleva il lato più ingenuo dell’essere tifoso. Era bello. Spesso bastava un foglio e una penna, giusto per avere sempre davanti agli occhi uno schema preciso su come DOVEVA, quasi come se fosse un’imposizione, giocare il Napoli. Solitamente 6/11 della formazione titolare rimaneva quella dell’anno precedente (anche nella fantasia si era lucidi abbastanza da capire che una total revolution, avesse fatto male). Ricordo che il Napoli dei foglietti, aveva spesso il fantasista dietro le due punte. Ricordo bene che il nome più gettonato di quei tempi era Roberto Baggio, il divin codino. Il numero dieci per eccellenza . Manco a farlo apposta. Anche perchè a ipotizzarlo, erano spesso i giornalisti. Noi che a quei tempi avevamo il morto ancora fresco in casa, e che in Maradona sognavamo ancor più ingenuamente un ritorno, pure con la panza, ma ‘foss o cielo turnass’. Chissà perchè, tra tutti questi patrimoni calcistici, qualcuno sottovoce, diceva ‘e si veness Domenico Morfeo’? Nulla contro di lui, anzi, in serie A oggi reciterebbe la parte del leone. Ma noi volevamo sognare. Morfeo apparteneva a quello che può essere definito, il pensiero fattibile.

Oggi non si sogna più, o si sogna meno. I tempi son cambiati, ovunque ti giri ci sono sitarelli e mezzi giornalisti che spezzano l’incantesimo con le loro tantissime e fantomatiche trattative. Nulla contro i sitarelli, anzi… Danno la possibilità a chi ama di parlare di calcio, di farlo in maniera più professionale, che parlarne fuori al bar. Ma si scende nella parte più degradata del materialismo, quando con mezzi titoli che lasciano immaginare poco, e che non ti dicono, ma che invitano ad andarci sopra, solo per il centesimo del click. Clamoroso… Ormai è ufficiale… Incredibile quello che è successo… Il tutto scritto spesso a caratteri cubitali, per colpire, per ipnotizzare, per far cliccare. E ti accorgi, una volta che ci sei andato sopra, che trattasi della stessa notizia già pubblicata le più svariate volte. Fenomeno che va di scena ad ogni sessione di mercato. Che sia chiaro, noi ci permettiamo, perchè questo fenomeno non fa parte del nostro modus operandi.

La sessione di mercato appena conclusa, ha portato al Napoli Maksimovic, giusto per dire l’ultimo arrivato dei sette rinforzi. Ma da Luglio alla giornata di ieri, che io ricordi, sono state messe su trentacinque trattative. Trentacinque nomi. Ognuno con la sua durata e con le sue puntate. Ovviamente, escludendo i sette che effettivamente sono arrivati agli ordini di Sarri. Da Fabinho a Vrsaliko, al trio Juve composto da Pereyra, Sturaro e Zaza. Da Ionita e Lapadula, a Klaassen, Sportiello e Witsel. Da Herrera e Tolisso, a Widmer, Kalinic e Icardi. Alla fine di questo gran pasticcio di nomi (solo una parte vi ho elencato, ma vi assicuro che ce ne sono un’altra ventina), non poteva mancare la ciliegina sulla torta: Edinson Cavani. Una mezza voce trapelata da una fonte, che quella sera aveva voglia di scherzare, e il risultato è stato che parte della tifoseria (mannaggia a noi) ha trascorso una nottata sotto l’Hotel Vesuvio (la residenza ‘di quel momento’) nell’inutile attesa che il Matador s’affacciasse (che nel frattempo, con ogni probabilità, stava nella sua Parigi per fatti suoi, a fare tante cose graziose). Diversi siti su questa storia, e su tante storie, ci hanno sguazzato, così come fanno i porci nel letame. E i giornalisti non sono stati da meno. E nessuno di questi oggi dirà “scusate, ma ho preso una cantonata…”, oppure “scusate, vi ho preso per il… ehm… i fondelli”.

Egregi lettori, questo fenomeno gioca con la passione del tifoso, così come il gatto fa col topo. Che a farlo siano i sitarelli o i volti noti del giornalismo locale e nazionale. C’è quello che per ottenere un briciolo di credibilità, spara nomi con la stessa velocità con la quale si estraggono dal panariello i numeri della tombola. Poi magari ne azzecca uno e vi dirà… “ve lo avevo detto io?”. Nauseante e snervante il caciomercato (e non c’è l’errore di battitura). Un tempo bello ed appassionante. Ad oggi lo hanno trasformato nella più stressante delle vie crucis, tanto da far esclamare “Assafà… E’ fernut!”