Brasile: Maicon “ESPLULSO” a vita

     

    Emergono dettagli sul ‘benservito’ del Brasile a Maicon:

    notte brava a Miami nonostante un rientro in hotel fissato alle 20 e lite con Dunga.

    Il giorno dopo la cacciata di Maicon dal ritiro del Brasile, ecco emergere dettagli e retroscena sul motivo che hanno portato alla rottura tra l’esterno della Roma e la Seleçao.

    Tutta colpa, rivela la ‘Gazzetta dello Sport’, di una notte brava in cui il terzino ha infranto le regole imposte dal commissario tecnico Carlos Dunga: a fronte di un rientro in hotel previsto per le 20, in quel di Miami (dove i verdeoro hanno giocato l’amichevole con la Colombia) Maicon si è presentato alle 7 del mattino seguente.

    Da qui la furibonda lite col selezionatore, il quale ha deciso di metterlo alla porta. Una delusione ulteriore, per quest’ultimo, in quanto aveva designato il laterale giallorosso quale figura trainante per i più giovani del gruppo essendo un proprio ‘fedelissimo’.

    L’espulsione di Maicon dalla Nazionale, stando alle parole del coordinatore Gilmar Rinaldi (“Lo ringraziamo per i servizi resi, ma non rientra più nei nostri piani”), sarà permanente senza possibilità di tornare indietro. La sorella Erla Carla prova a metterci una ‘pezza’: “Ha problemi fisici e non riesce più a dare il 100% – la frase riportata dal ‘Corriere dello Sport’ – Non c’è stata nessuna questione disciplinare, quindi per favore non ricamiamoci sopra”, ma i motivi sembrano essere ben altri.

    Nella Seleçao, dopo il flop dei Mondiali, il vento è cambiato e lo conferma anche Luiz Gustavo: “Dobbiamo adattarci al nuovo stile che l’attuale gestione tecnica richiede”, queste le parole strappate dai giornalisti brasiliani al centrocampista dopo il ‘caso’ Maicon. Con Dunga, insomma, è vietato sbagliare.