Da un bordello ai vertici del calcio: La parabola esponenziale di Jorge Mendes, il più potente procuratore sportivo

    Da un bordello ai vertici del calcio

    La parabola esponenziale di Jorge Mendes, il più potente procuratore sportivo

    E dire che era nato, professionalmente parlando, in un night club di Oporto. Ora gestisce un patrimonio di oltre 500 milioni di euro, muove pedine calcistiche a suo piacimento, ha una relazione tutt’altro che limpida con Peter Kenyon, ex direttore esecutivo di Manchester United e Chelsea, e non si fa mancare qualche conto corrente da tanti zeri nei paradisi fiscali di Gibilterra o Kenyon. Benvenuti in casa Jorge Paulo Mendes, professione: procuratore sportivo.

    È stato, senza alcun dubbio, l’uomo dell’estate, altro che Joachin Löw, allenatore della Germania campione del mondo in Brasile. Il nativo di Lisbona, in soli tre mesi, ha trasferito Di Maria e Falcao al Manchester United, Diego Costa al Chelsea di Mourinho (altro suo pupillo in portafoglio), Mangala al City di Pellegrino e James Rodriguez al Real Madrid di Carlo Ancelotti. Un giro d’affari spaventoso.

    Jorge Mendes con i pupilli CR7 e José Mourinho

    Ma chi è Jorge Paulo Mendes? Semplice, un portoghese che nel “lontano” 1997 riuscì a convincere il Presidente del Deportivo La Coruña ad acquistare il suo amico portiere Nuno Espirito Santo, ovvero l’attuale allenatore del Valencia secondo in classifica in Liga. Da lì un’escalation senza precedenti: nel 2000 litiga all’aeroporto (dovette intervenire la polizia) con José Veiga per la procura di Luis Figo, passato quell’anno dalla Cataluña al Bernabéu. Poi il primo trasferimento internazionale di Hugo Viana al Newcastle nel 2002 e l’inizio del sodalizio con (quasi) tutti i giocatori portoghesi, allenatori compresi. Compreso quel José Mourinho che lascia il Porto e la Champions League conquistata in Germania per finire, grazie anche a Mendes, al Chelsea di Abramovich. Con lui Petr Cech (13 milioni), Tiago (12), Paulo Ferreira (20), Maniche (in prestito) e Ricardo Carvalho (30), tutti sotto la sfera Mendes.

    Quando lo Special One passa nella nebbia milanese Medes si rimette all’opera: Ricardo Quaresma (25 milioni) prima, Thiago Motta (10) poi. A Madrid il cliché non cambia. Con il tecnico di Setùbal arrivano Coentrao e Di Maria, ma è con il passaggio di Cristiano Ronaldo dal Manchester United alle merengues del 2009 che Mendes strappa il suo contratto da mille e una favola. L’attuale Pallone d’Oro e capocannoniere di Liga si fida ciecamente del suo procuratore, definendolo una persona “serie e onesta”. 

    Tre figlie da due mogli diverse, amante della moda italiana, gira comodamente in Aston Martin come se fosse 007. Si calcola che dal 2001 al 2010 abbia realizzato il 68% delle operazioni di calciatori o allenatori lusitani. Potrebbero anche dargli le chiavi del Ministro dell’Economia per risolvere i problemi del debito pubblico. Sembra una follia ma al cospetto Mino Raiola, pizzaiolo-procuratore di Ibra e Balotelli, appare come uno stagista alla prime armi.

    Ha detto che Cristiano Ronaldo concluderà la carriera al Madrid, che Mou non si muoverà da Londra per altri 4 anni e che non ha alcun problema con la UEFA di Platini. Non credete a uno sola parola. Anzi, la società di Mendes, la GestiFute, in collaborazione proprio con Peter Kenyon, ora CEO della Opto, fungerebbe da advisor per investimenti di alcuni fondi sui calciatori a “marchio Jorge”. Una pratica proibita dal codice FIFA. L’inizio di una lunga battaglia politica, economica e finanziaria.

    IlcatenaccioEs