Bigon a MP: «Le voci non ci infastidiscono»

    Bigon a MP: «Le voci non ci infastidiscono»
    Il ds ha parlato prima della partita di Europa League

    di Alessandro Naimo – twitter:@AleNai13

    NAPOLI  – Il direttore sportivo del Napoli, Bigon, ha parlato ai microfoni di Mediaset Premium prima della partita: «È la partita più importante del girone, abbiamo un obiettivo da perseguire, abbiamo il passaggio del turno in Europa League. Il turnover c’è stato ma viene applicato in base alle necessità della squadra. Anche negli scorsi anni c’è stato, Benitez poi conosce i ritmi con cui far girare la squadra in base agli impegni. Voci di cessione? Sono voci, infastidiscono fino ad un certo punto, sappiamo come lavora la squadra durante la settimana, conosciamo i ragazzi. Le voci ci sono sempre, ma finchè si tratta solo di questo non danno più di tanto fastidio. Il rapporto interno tra i professionisti del club lo conosciamo meglio di tutti. Sappiamo della sintonia tra società, allenatore e calciatori. Abbiamo una lunga stagione davanti, una persa e una vinta in casa con numeri impressionanti, ma il calcio è questo. Poi accettiamo che nel nostro mondo la crisi è dietro l’angolo già dopo la seconda di campionato. Le voci non ci infastidiscono ma ci fanno capire di dover migliorare le situazioni negative, è l’obiettivo del nostro lavoro».

    MERCATO – «Obiettivi di mercato centrati? È sempre relativo. Il mercato ha quasi sempre una vita propria, indirizza gli obiettivi secondo parametri che non possiamo controllare. Abbiamo perseguito una serie di obiettivi tecnici che non avevamo in rosa e che abbiamo inserito, abbiamo avallato le cessioni di alcuni calciatori che non rientravano nel progetto tecnico, e siamo venuti incontro alle richieste di Benitez. Se abbiamo fatto bene o male ce lo dirà il campo. L’anno scorso alcuni giocatori arrivati avevano fatto storcere il naso agli esperti, ma adesso parlano di campioni. Vedremo col tempo cosa avrà dimostrato la squadra».

    FORMAZIONE – «Mesto e De Guzman? Bisogna capire che oggi in Europa si va in 18 in panchina, alcuni devono star fuori. Abbiamo una rosa tale che ci permette di avere in panchina giocatori come Mesto e De Guzman. De Guzman è da poco arrivato in rosa, è un po’ indietro dal punto di vista atletico, visto i test fisici è l’unico a cui manca ancora qualcosa. Abbiamo deciso di puntare su altri giocatori più pronti fisicamente».