Benitez ha ragione: Napoli “re” delle statistiche, ma non dei risultati

IL “FACT CHECK” L’allenatore ha sfoderato una serie di dati per difendere il suo lavoro, tutti veri. Ma “dimentica” quelli negativi

di Giovanni Scotto

Quando un allenatore difende il proprio lavoro sfoderando dati statistici positivi a più non posso può dare l’impressione di essere un po’ all’ultima spiaggia. Del resto, da qualche parte bisognerà anche cominciare. Presentare contro i risultati negativi dei numeri positivi per far capire che il bilancio è in pari, se non in attivo. Colpa, quindi, della sfortuna. Questo in sintesi il pensiero dei tecnici che si “aggrappano” ai dati statistici delle proprie squadre. Un tempo era difficile verificarli tutti: un “fact check” è un’analisi doverosa. Un tempo ci si poteva perdere tra numeri e statistiche, magari presentati in modo confuso e senza precisi riferimenti. Oggi, con gli immensi archivi offerti dalla rete e le società che per mestiere raccolgono proprio i dati statistici, risulta più semplice raccogliere questi dati e analizzarli. Un modo per capire se l’allenatore sta dicendo il vero, o il falso. Naturalmente.

Nel caso di Benitez non gli si può rimproverare di mentire. Tutti i dati statistici di cui ha parlato ieri in conferenza stampa a Castelvolturno sono tutti veri. Secondo lo studio di “Opta Sport” il Napoli conferma ciò che l’allenatore ha spiegato: Il Napoli è la squadra che in questo campionato ha effettuato più tiri (57, inclusi i respinti), indirizzato più conclusioni nello specchio della porta avversaria (17), tentato più volte il cross su azione (71), effettuato oltre 1000 passaggi nella metà campo offensiva (meno solo della Juventus), conquistato più calci d’angolo (29), tenuto in media il 60.4% di possesso palla. Insomma, tutto ciò che ha detto Benitez è assolutamente vero. E del resto difficilmente il tecnico di Madrid sarebbe cascato nella trappola di dire inesattezze. Però, da buon affabulatore, Benitez ha sapientemente omesso anche altri dati, stavolta non proprio positivi: solo due gol, mentre lo scorso anno erano stati nove nelle prime tre giornate.

Punti fatti appena tre, un terzo rispetto alla passata stagione. Quindi a dei dati statistici positivi ce ne sono altri inconfutabili: il Napoli ha perso lucidità e grinta. Probabilmente anche cattiveria. E qui che c’è da lavorare.