Benitez o no Benitez, i limiti di alcuni calciatori rimarranno lì dove sono sempre stati

    I limiti di certi calciatori vanno aldilà di ogni schema tattico

    Benitez puntualmente sulla graticola. E’ chiaro che la stagione non è quella che tutti si aspettavano, caricati dalle dichiarazioni di Dimaro del presidente e quel “quest’anno mi gioco lo scudetto” che faceva sognare parte dei tifosi più sognatori. Ad oggi si è ampiamente fuori dalla zona Champions. Che sia diretta o tramite preliminare (che già tanto caro ci è costato nella tappa di Bilbao, non solo in termini sportivi). Fuori dalla zona Europa (anche nella minore delle competizioni europee), fuori dalla Coppa Italia (la scottatura più recente), e un gioco che latita parecchio, a tal punto da non avere abbastanza fiducia in vista della sfida col Wolfsburg

    Ma davvero Benitez è il principale colpevole? 
    Che sia chiaro. Alcune scelte tattiche sono discutibili. Il Napoli non piace, non diverte. E ultimamente non riesce più a vincere. Ma una cosa è certa, nella notte sfortunata e rovinosa di Fuorigrotta (tiriamo in ballo solo l’esempio più recente), si sono evidenziati diversi limiti in quasi tutti i calciatori impiegati. Limiti così grandi che nessun modulo, nessun pensiero tattico può correggere. Dagli errori in fase d’impostazione, fino ad arrivare al più facile dei passaggi, o dei controlli di palla. Squadra senza più la concentrazione necessaria per affrontare persino una semplice partitella tra buoni amici. Comportamento ingiustificabile e irrispettoso, verso i tifosi che appassionati assistono, e dirigenza che puntualmente stacca gli assegni.

    Squadra che gioca male, e giustamente Benitez riceve le proprie bacchettate. Ma squadra che ancor prima è stata costruita peggio di quanto le sue prestazioni dicono sul rettangolo di gioco. Sul mercato estivo le solite ‘tarantelle’. La solita storia di calciatori fuori i parametri impostati. Quarte, talvolta quinte scelte di un’ipotetica lista dei desideri. E’ tutto molto complicato gareggiare in certe condizioni. Non è da escludere che Benitez stia agendo di principio, sia tatticamente, che nell’utilizzare tutti i calciatori della rosa azzurra. In estate è bastata un’eliminazione dalla Champions per far rientrare immediatamente la sola intenzione di investire in maniera seria, così come Benitez aveva chiesto, e così come a Benitez per due consecutivi, è stato promesso. Chi non risica non rosica. Oggi si stanno solo raccogliendo i cocci di quella cattiva gestione sul mercato. E poi, diciamocela tutta, sino ad oggi si è rosicato più del dovuto. Con tutto il rispetto per David Lopez, o Jonathan De Guzman, ma calciatori che riescono a fare ciò che fanno le new entry menzionate, in Italia ce ne sono a bizzeffe. Era poco necessario andare a svenarsi sui mercati europei per cercare chi sbaglia uno stop facile a tu per tu col portiere, o chi gioca il pallone senza alcuna precisa idea di quello che vorrebbe poi farci con l’amata sfera.

    Benitez è solo uno dei responsabili. E si trova, com’era prevedibile quanto i risultati non arrivano, sulla graticola. Ma qui tutti sono responsabili. Senza cercare di ammorbidire la rabbia dei tifosi con dei ritiri punitivi, che per quanto possano essere sacrosanti, hanno il sapore della recita programmata a pennello. Tutti sulla graticola, senza alcuna esclusione. Compresa la dirigenza e i calciatori. Perchè ho la netta sensazione, che al saluto di Benitez, in tanti dovrebbero preparare le valigie, ammesso che dall’alto si voglia lottare seriamente per traguardi importanti.