Benitez “l’italiano” cambia il Napoli dentro e fuori

Il bisogno di risultati ha spinto il tecnico a rivoluzionare attitudini tattiche e atteggiamenti

 

Schieramento più accorto e lanci lunghi.
Banditi i giorni di riposo

 

Di Giovanni Scotto
Chissà se le critiche c’entrano qualcosa. Rafa Benitez è cambiato,
cambiando anche il Napoli. Causa o effetto? Difficile dirlo, dovrebbe
farlo lui stesso. Di sicuro non oggi, perché la conferenza stampa
pre-Torino non ci sarà. Come abitudine della società, quando ci sono le
coppe qualche appuntamento con la stampa salta. Lo spiegherà dopo la
partita, forse. Possibilmente mentre commenterà il terzo successo di
fila.

Perché non vincere addenserebbe nubi che per adesso stanno dando
tregua. Non devono mancare i tre punti. Se così sarà forse si vedrà
anche qualche suo sorriso. Meno sornione Rafa, più teso. Finalmente
incazzato. Faccia tesa, urla. Atteggiamenti meno accomodanti anche con i
giornalisti. Sempre col suo stile garbato, ci mancherebbe. Forse davvero
si è stufato lo spagnolo: troppe critiche. «Voglio rispetto», ha tuonato
pochi giorni fa. Quelle frasi posticce del tipo “Non è adatto al calcio
italiano non gli piacciono per nulla”. Chi lo conosce confida che chi ha
vinto in Inghilterra e Spagna come minimo ha un credito sufficiente a
conoscere gli altri campionati, soprattutto quelli che sono diventati
meno importanti. Ma queste fastidiose voci si spazzano via con i
risultati. Ecco.

Ci volevano, mancavano. Mica un problema da poco
rimettere questo Napoli in carreggiata. «Dobbiamo ritrovare la
serenità», disse Rafa dopo il pareggio col Palermo. «Veramente la
serenità non l’abbiamo mai persa», ha rettificato giovedì dopo l’Europa
League. Che lo spagnolo sia un po’ in confusione è evidente. E quindi
meglio darci un taglio. Con tutto. Cambiare questo Napoli dentro e
fuori. Si deve fare. Lo ha fatto. E quindi un atteggiamento tattico
diverso, eloquente in Slovacchia.

La modestia dell’avversario ha reso ancora più evidente l’accorgimento tattico di Benitez: più dietro i due
mediani, più vicini alla difesa. Ma soprattutto si cambia gioco. Meno
palla a terra. I due centrocampisti a recuperare palloni e darli larghi.
Spazio ai lanci da dietro (vedi Koulibaly sul gol di Hamsik) e spazio
anche ai cross dagli esterni (ancora Hamsik per Higuaìn). Un gioco
all’italiana: e vai così. Due gol contro una squadra che in B
faticherebbe a salvarsi. Ma il calendario è stato benevolo, e non è mica
colpa di Rafa. E ancora: un Napoli più sparagnino, che si allarga. È
sempre il 4-2- 3-1, ma l’interpretazione è diversa.

Serve la prova casalinga, adesso, e possibilmente un avversario un po’ più coriaceo. Il
Torino va bene, per cominciare. Il vero test arriverà dopo la sosta in
casa dell’Inter. E Benitez cambia il Napoli anche fuori: meno relax
generale. Più urla in allenamento (così riferisce chi li vede) ma
soprattutto basta riposi infrasettimanali. Ci si ferma solo il giorno
post partita quando non ci sono le coppe. Fino a quando lo deciderà
Benitez. Giovedì scorso e ieri saltati i riposi previsti nel calendario
di “default”. Bravo Benitez, qualche critica l’hai ascoltata.