BENITEZ DA CHIATTONE A CAMPIONE: LA SCHIZZOFRENIA DELLA STAMPA LOCALE

    Domenica sera dopo una bruttissima prova del Napoli, inizia il tam tam, di buona parte della stampa locale.

    La gazzetta in primis con il noto capitano della radio ufficiale del Napoli, che chiedeva la testa dello spagnolo.

    Passando poi per i siti, che usano la parola Napoli solo nel nome, ma di Napoletano hanno poco o nulla.

    Benitez reo di essere Benitez, una buona parte della stampa locale evidentemente e’ troppo qualunquista per   analizzare l’allenatore azzurro.

    Rafa  sbaglia come sbagliano tutti, e’ umano, ma la schizzofrenia di molti giornalisti, non  e’ casuale.

    Stasera dopo la qualificazione ai quarti di europa League, la stessa stampa, sta tessendo le lodi del tecnico azzurro, ” un grande” – “ottima tattica” Benitez re di coppe ” etc. ect.

    Poco tempo fa ‘ un grandissimo giornalista, tale Fabrizio Piccolo, proprio sulle pagine di Napoletano si nasce scrisse un articolo di rara bellezza e di molte verita’, vi invito a leggerlo.

    Fabrizio titolava cosi’: “Rafa suona in mezzo a troppi asini”

    E continuava affermando:

    Quando Massimo Troisi in “Ricomincio da tre” ricordava l’infanzia sofferta, perché il bambino vicino di casa sapeva tutte le capitali del mondo a memoria, sapeva fare addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni, suonava pure ‘o piannefforte, ed era uno studente-modello che faceva risaltare le sue deficienze scolastiche, strappò un sorriso a tutti con la celebre battuta “Ma sì ‘nu mostro? E purtatelo mmiezo ‘e mostri, ‘cu tanta gente che sta a Napoli proprio ‘nu mostro adda venì affianco a me pe’ ‘ntussecà a vita mia?”.

    Ecco, a Napoli forse vorrebbero che “il mostro” Benitez andasse altrove per non rimarcare il livello medio-basso della critica e dell’ambiente. Troppo forte? Non credo. La mia paura è che tra le ragioni del possibile addio di Rafa ci sia anche la stanchezza accumulata in quasi due anni nel dover spiegare a una platea non sempre preparata i perché e i percome di mosse, tattiche, scelte. Tempo e fatica sprecati a doversi difendere da critiche preconcette lui che più volentieri discetterebbe di pallone con Bielsa e altri “mostri” di par suo.

    Ecco questa e’ la summa, la storia di un ” chiattone” chiamato Benitez!