IL BALSAMO DI RAFA: SIAMO IL NAPOLI, NESSUNA PAURA

 

 

 

Fabrizio piccolo, Giornalista e d opinionista

Il calmante Rafa e il nuovo Marek


Di :Fabrizio piccolo

[su_dropcap]I[/su_dropcap]l calmante Rafa e il nuovo Marek, questo lo stile che mi piace. Ansia da mercato perché da un mese stai leggendo decine di nomi ma non vedi neanche una faccia nuova a Castelvolturno? Paura di non entrare in Champions e mettere tutta la stagione a rischio? Sudori freddi perché vedi le altre rafforzarsi (ma davvero, poi?) e il Napoli ti sembra più debole dell’anno scorso? Niente paura.

Due gocce di calmante Rafa e passa tutto. Perché Benitez sa rassicurare come pochi, non c’è niente da fare. Almeno su di me ha questo effetto. Anche quando mette in evidenza tra le righe che non può essere il miglior Napoli, quello di domani e non solo perché mancano quelli che ancora non sono stati comprati ma per la preparazione atletica non al top per i reduci dal mondiale e perché è ovvio che sia così il 19 agosto. Anche quando ragiona senza scaramanzie sul paradosso di cosa succederebbe se fossimo eliminati, prefigurando d’incanto scenari di vittorie su tutti gli altri fronti, dallo scudetto all’Europa League.

Anche quando esalta le capacità dei baschi, incubo notturno di tutti i tifosi spaventati dopo il sorteggio. Dopo la conferenza di Benitez anche i più scettici forse si saranno sentiti un po’ più leggeri e un po’ più ottimisti. Perdere non sarebbe una tragedia, vincere però è l’obiettivo e questo Napoli può farcela e farà di tutto per farcela. Alla piazza torrida napoletana il calmante Rafa era quello che mancava, per buttar giù pillole amare e mal di stomaco. Rassicurante persino nel definire ancora incerto il suo futuro Benitez, che paradosso.

Resta o non resta non dobbiamo preoccuparcene ora, questo il senso. Lui ora c’è e ci sarà almeno fino a fine stagione: un anno in cui tutto può succedere ma di sicuro lui non mollerà neanche un millimetro, qualsiasi cosa accada dopo.

E poi cos’altro ci ha detto la vigilia di Champions? Che Marek Hamsik lo dobbiamo lasciar stare, per esempio. “Ora che Marek se n’è andato posso dire che sono contentissimo del suo atteggiamento dall’inizio della preparazione, ha grande voglia di tornare ai suoi livelli e noi lo aiuteremo”, ha detto Rafa sorridendo.

Lui, invece, imperturbabile, ha attinto ai luoghi comuni senza sforzarsi nel rispondere alle domande della conferenza mantenendo un basso profilo che è quello che a me piace di più. S’è stufato di sentirsi chiedere della brutta stagione scorsa, delle responsabilità di leader, della squadra che dovrebbe prendersi sulle spalle.

Ma quante altre volte dovrà rispondere che “è tutto il gruppo che vince, insieme siamo una squadra” per capire che la parola leader non gli piace proprio? Lasciamolo in pace per un po’, vediamo in campo come rende e smettiamola di chiedergli responsabilità che forse lo danneggiano, più che esaltarlo.

Il Marek low-profile a me piace, e scommetto che già domani risponderà più efficacemente di quanto non abbia fatto annoiandosi nella conferenza di oggi.

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