Aurelio De Laurentis e la stampa: il selfie della serie A

Aurelio De Laurentis

 

Aurelio De Laurentis e la stampa hanno un rapporto odio-amore, non è simpatico alla stampa del nord e non fa nulla per nasconderlo, del resto ha fin troppi amici nella stampa campana, il fuorigioco di Icardi e il rigore non concesso su Koulibaly fanno il selfie ad una serie A che con l’assenza dell’unico Top player che ha a disposizione diventa sempre più brutta e piena di se.

Aurelio De Laurentiis e la stampa: storia d’amore e tradimento, un selfie dalla serie A

Aurelio De Laurentis il Maldiviano ritorna in patria per accompagnare il Pipita in quella che si rivelerà un déjà vu,  con l’avocato Grassiani che ancora una volta si vede negare le aspettative. La sconfitta di Milano ai danni di un’ inter  non irresistibile, evidenzia l’importanza del mercato invernale, quello che andava fatto, qualche cambio in più avrebbe fatto davvero comodo a Sarri al gruppo, ma la società ha preferito continuare con la propria linea: Giovani e di prospettiva, peccato che i quasi 15milioni sborsati per Grassi e Regini, siano stati inutili. Non hanno mai visto il campo, fermo restando che Aurelio De Laurentis con la stampa ha sempre sostenuto che un giocatore di qualità poteva minare lo spogliatoio, tutto con il placet, degli amici giornalisti campani, nessuno dei quali si è mai sognato di fare una sola domanda seria al presidente del tipo COME? Come può un giocatore bravo, quindi un valore aggiunto minare un gruppo?

Questa ed altre domande andavano fatte al presidente Aurelio De Laurentis, per amore del diritto di cronaca, ma sembra impossibile esercitarlo.

In Campania ci sono moltissimi giornalisti che fanno l’eccellenza di questo mestiere, mi vengono in mente: Mimmo Carratelli, Giuseppe Libertino, Paolo del Genio, Raffaella Iuliano, Nello odierna, silver Mele, Dario Sarnataro, Fabrizio Piccolo, Massimo D’Alessandro, Luca Cirillo, Alberto Caccia, Gaetano Brunetti, Antonello Auletta, Adriano Pastore e pochi altri, il resto? Beh fate voi, gente che ha bisogno del titolo ingannevole per essere cliccata e letta secondo voi ha valore?

ll Napoli quest’anno non ha fatto nulla di speciale se non subire una delle più grandi umiliazioni della sua storia. La Juventus si avvia a vincere il suo quinto campionato di fila, con tanti punti di vantaggio, ma soprattutto dopo aver concesso un girone di vantaggio. Senza nemmeno accorgercene abbiamo legittimato in maniera epica il loro potere e la nostra piccolezza, e il fatto che in molti abbiano paventato l’idea di festeggiare un eventuale secondo posto con caroselli frizzi e lazzi, ne è la tristissima controprova.

Qualcuno ha già paragonato  la Super coppa Italiana alla coppa del nonno. Beh, tra poco sarà estate e resteremo a digiuno. Ambiente intellettualmente disonesto. Anche quest’anno vinceremo l’anno prossimo, per colpa degli arbitri ovviamente.

Il calcio è un gioco. A Napoli è un gioco al massacro da sempre. Per partigianeria, pregiudizi, antipatie e guerre di scarsa religione. Sapientoni e piripacchi. Aveva ragione Rosetta. Una città di qualunquisti che hanno un unico sfogo, il calcio. Dove il qualunquismo impera più del fuorigioco. ( cit. Mimmo Carratelli)

Aurelio De Laurentis, dovrebbe imparare a gestire meglio i rapporti con la stampa e controllare gli accrediti allo stadio invece di fare inutili CACIARE. Le sue parole a volte sono sacrosante verità ma dette con grande impeto da passare per tracotanti.

Il momento del Napoli è delicato tutti dovrebbero fare la loro parte chi non la fa si rende responsabile è facile salire sul carro dei vincitori, ma è difficile restarci se non si usa il buon senso e una grande dose di professionalità.La nostra squadra è spremuta come un limone così come la città è vista sempre come la pecora nera d’Italia, bisogna fare quadrato non prostrarsi al padrone di turno.