AUGURI SAN CARLO, MI FAI TORNARE BAMBINO

AUGURI SAN CARLO: Mai visto un servizio ai tg su questa meraviglia da guinnes della mia città, o un reportage….

Il 4 Novembre 1737 veniva inaugurato il Teatro San Carlo di Napoli, il più antico teatro d’opera del mondo ancora attivo. Fondato per volontà di Re Carlo III di Borbone, il teatro è stato inaugurato proprio in occasione del giorno dell’onomastico del re con l’opera “Achille in Sciro” di Pietro Metastasio, con musica di Domenico Sarro.

Di: Fabrizio Piccolo

 [dropcap type=”3″]O[/dropcap]ro, porpora, luci, poi buio e silenzio. Leggendo un post di Gaetano, che ricordava il 278esimo compleanno del teatro San Carlo, ho avuto un piacevole sussulto che mi ha portato indietro di tanti anni.

 

Mi sono ritrovato scolaretto di scuola media, quella che una volta si chiamava Flavio Gioia II e oggi è il Montale a Materdei, perché fu allora che vidi per la prima volta il San Carlo. A scuola sorteggiarono tre alunni cui regalare il biglietto per il teatro: festa doppia perché uscivamo di classe alle 11. Io, Lino e Paolo fummo sorteggiati ma ho sempre avuto il sospetto che fosse una scelta un po’ “taroccata”, più per meriti scolastici che per pura casualità.

Ad accompagnarci al San Carlo furono la professoressa di musica, un’austera donna dai capelli rossi old style e mia madre. Davano “Pierino e il lupo”, la fiaba musicale di Prokofjiev e ricordo l’emozione di quando entrai nel teatro. Era una matinèe per scolaresche, eravamo sistemati in un palchetto elegante. Oh, meraviglia. Quanti colori. Che decoro. Ecco, decoro.

Una ricchezza di ornamenti che per una volta non faceva scopa con la volgarità, anzi. Era l’esaltazione del bello, era l’oro dello spirito, la porpora dei Re. Poi le luci di una festa di Paradiso. Poi il buio. Il silenzio. Il flauto.

Per me il San Carlo è quel ricordo da piccolo, quel gelato che mangiammo al ritorno a casa, quei compagni di scuola. E facendo gli auguri al teatro per il suo compleanno – ed andiamone orgogliosi perché è un’eccellenza della città – oggi risentirò Pierino e il Lupo. E mi sentirò innocente come si è solo a quella età.