Lo sai da dove derivano: appiccecata, appiccicare e appiccicarsi

Appiccecata, appiccicare e appiccicarsi.

APPICCICARSI IN NAPOLETANO

 Appiccecata, appiccicare e appiccicarsi in Lingua Napoletana

Di: Gabriella Cundari

In un qualunque dizionario della lingua italiana alla voce appiccicare troverete definizioni del tipo: 1.Unire qualcosa con sostanze adesive; 2 Assegnare a qualcuno un soprannome o un nomignolo; 3. avere la proprietà di aderire, incollare; 4. Nella forma riflessiva, detto di due o più elementi, aderire, attaccarsi l’uno all’altro; 5. con soggetto animato, avvicinarsi a qualcuno e parlargli insistentemente, anche con secondi fini: quel tale si è appiccicato a Luisa per un’ora.

Lingua-Napoletana-Appiccecata,-appiccicare-e-appiccicarsi-guappi

Etimologia: appiccecata, appiccicare e appiccicarsi

In un dizionario della lingua napoletana si usata il participio passato nella forma aggettivata per indicare la stretta vicinanza (es. ‘a chiesa sta appiccecata ô campanile). Nella forma riflessiva appiccecarse significa litigare, da cui appìcceco e appìccecata (litigio, litigata). L’origine etimologica ci dice che tutte le forme derivano dal latino ad + pix, pece, tenendo conto che la pece deve essere riscaldata sul fuoco per fare efficacia come collante, da cui il senso degli animi che si “appicciano”. In italiano prevale l’appicicamento positivo, inteso come unione; in napoletano uno negativo, come avvicinarsi per dare uno schiaffo un titolo ingiurioso o altro, in una parola, avvicinarsi pe’ ’n’appicceco.

Antonio Petito, nella sua commedia “Aida dint’ ‘a casa ‘e Donna Tolla Pandola” (1873) fece una parodia ricca di doppi sensi dell’ opera Verdiana e in particolare Pulcinella racconta: “La figlia del re Pappagone; Annenna, s’innammorò de stu capitano dei pompieri e lo chiamò in soccorso per smorzare la fiamma che aveva in cuore. Ma il capitano non teneva la pompa pronta perché amava Aida la quale, sapendo questo amore, se facette n’appiccecata c’’a figlia d’ ‘o re e ‘a scacciaie…” Questo testo è quello a cui si ispirò (sicuro per il nome, forse anche per alcune caratteristiche psicolgiche) Peppino De Filippo per il suo personaggio Pappagone (1966)


(L’immagine un’appiccecata tra guappi)

Lo sai perchè si dice Se so’ rrotte ‘e giarretelle