Antonella Leardi: “Non so se andrò allo stadio San Paolo. L’ho detto e lo ripeto: è stato un terrorista ad uccidere mio figlio!”

    ANTONELLA LEARDI

    La madre di Ciro Esposito: “Non so se andrò a vedere Napoli-Roma. I miei familiari hanno preparato uno striscione da esporre in curva B, dove Ciro vedeva le partite. ‘Vincere l’odio con l’amore’!”


     

    Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano La Repubblica, dove ha dichiarato:

    “Non so se andrò allo stadio San Paolo. Dovrei prendere il posto di mio figlio Ciro e questo mi fa un po’ male”. La mamma del giovane tifoso del Napoli, ucciso a colpi di pistola prima della finale di Coppa Italia dello scorso 3 maggio, sta vivendo una vigilia particolare. “Mi auguro che la sfida sia gioiosa. Ma sono un po’ in ansia, alcune situazioni mi hanno ferito”.

    Cosa è successo?

    “Sono stata definita una persona ignobile che cerca di speculare su quanto accaduto. Certe accuse sono assurde e mi hanno fatto molto male. Denuncerò le persone che mi hanno attaccato su Facebook. Mi sono posta sempre in maniera pacifica e non ho mai insultato nessuno, neanche l’assassino di mio figlio”.

    Come se lo spiega questo clima?

    “Probabilmente sono state travisate le mie parole su Francesco Totti. Non ce l’ho con lui, ci mancherebbe altro. Ho chiesto soltanto un gesto distensivo. Mi farebbe piacere se lo facessero anche i giocatori del Napoli”.

    De Rossi sostiene che i tifosi della Roma non c’entrano nulla con la morte di suo figlio. Cosa ne pensa?

    “Ha ragione lui. Non ho mai imputato nulla ai veri appassionati giallorossi. Con molti di loro ho un rapporto schietto e sincero. Stesso discorso nei confronti della squadra. Il portiere della Roma Morgan De Sanctis mi è stato molto vicino quando è morto Ciro. E’ una persona sensibile. L’ho detto e lo ripeto: è stato un terrorista ad uccidere mio figlio”.

    Che atmosfera si aspetta domani?

    “La violenza contro la Roma non servirebbe a nulla. Sono convinta che ci sarà grande rispetto. I miei familiari hanno preparato uno striscione da esporre in curva B, dove Ciro vedeva le partite. ‘Vincere l’odio con l’amore’, è il messaggio forte per cui sto combattendo. La mia vita ormai è stata stravolta. Non lavoro più da quel maledetto 3 maggio. Ho soltanto due obiettivi: evitare che la nostra tragedia possa ripetersi ancora e ottenere giustizia per Ciro. L’inchiesta sta proseguendo. Ci sono stati momenti in cui sembrava si stesse prefigurando la legittima difesa (questa la tesi dei legali di Daniele De Santis, ndr) ma fortunatamente la verità sta venendo a galla”.