Analisi sul Sassuolo, società virtuosa: ecco perché…

    Il progetto Sassuolo: un esempio per i club italiani di media classifica

    Di: Valerio Intermoia

    Il Sassuolo, prossimo avversario del Napoli, ha una rosa composta da calciatori molto validi ai quali gli azzurri dovranno far molta attenzione. Il fiore all’occhiello del club neroverde è però la società, che si contraddistingue in un calcio italiano sempre più povero di idee e di denaro, ed è un ottimo esempio di come si possa portare avanti un progetto valido anche in una piazza tradizionalmente ai margini del calcio che conta. Fondato nel 1920, fino al 2005 ha militato sempre in serie minori, addirittura nell’Interregionale a cui ha partecipato per l’ultima volta nel ’91-’92. Poi annate in Serie D e C2 fino all’acquisto della società da parte di Giorgio Squinzi (proprietario di Mapei, attuale presidente di Confindustria e già patron del club negli anni ottanta) nel 2002. Nella stagione 2004-‘05 la prima promozione in Serie C1. Nel 2008 la squadra, guidata dall’attuale allenatore della Juventus Max Allegri, riesce a conquistare un posto in Serie B vincendo il girone A della C1. La prima stagione nella serie cadetta, con Mandorlini in panchina, inizia in modo esaltante con gli emiliani al comando della classifica a Natale. Dopo l’exploit autunnale la squadra ha però un calo che li porta a finire il campionato al settimo posto, fuori dalla zona play-off. Play-off che vengono centrati durante l’annata successiva, quando è il Torino ad eliminare i neroverdi in semifinale. Nel ’10-’11 il club di Squinzi lotta per la salvezza e conclude 16esimo in B. L’anno seguente il Sassuolo chiude al terzo posto con 80 punti, sfiorando la promozione diretta e perdendo ai play-off contro la Sampdoria. Nel 2012-2013 finalmente arriva la prima, storica promozione in Serie A. La squadra di Eusebio Di Francesco vince il campionato di Serie B al termine di una cavalcata trionfale che porta il Sassuolo ad essere l’ottava squadra non appartenente a città capoluogo di provincia a militare nella massima serie. I neroverdi si distinguono per essere l’unica piccola società con uno stadio di proprietà, il Mapei Stadium-Città del Tricolore (nel quale disputa le partite casalinghe dal 2013). La Mapei è la principale risorsa economica della società di Squinzi. Il Sassuolo può vantare un contratto di sponsorizzazione con la stessa Mapei a cifre importanti (11 mln di euro a stagione). Ma questa disponibilità economica decisamente superiore rispetto alle altre società di medio-bassa classifica e con un bacino d’utenza ridotto, non servirebbe se non fosse accompagnata da un’oculata gestione sportiva, i cui meriti vanno al Direttore Sportivo Giovanni Rossi. Il DS toscano è riuscito a realizzare plusvalenze importanti con Simone Zaza (sul quale la Juventus ha un “diritto di riacquisto” che quasi certamente verrà esercitato) e soprattutto con Domenico Berardi, con 9 mln incassati per la metà del calciatore dalla Juventus. Inoltre Rossi ha saputo creare il giusto mix tra uomini d’esperienza (arrivati principalmente nel mercato di riparazione dello scorso campionato) e giovani interessanti mettendo a disposizione di Di Francesco un’ottima rosa per puntare a restare in Serie A. Il Napoli ha bisogno di una reazione d’orgoglio per tornare alla vittoria a Reggio Emilia, dove non sarà facile battere la squadra dell’ex-capitano Paolo Cannavaro.