All’Hilton di Fiumicino si sta decidendo il nuovo capo del calcio italiano.

     

     

    All’Hilton di Fiumicino si decide il nuovo capo del calcio italiano.

    Prima Tavecchio e dunque Albertini hanno presentato la propria candidatura: 274 i delegati votanti.

    Il giorno della verità, con tutti gli occhi del calcio italiano puntati sull’Hilton di Fiumicino, per l’elezione del nuovo capo FIGC. Oggi Giancarlo Abete avrà un successore, dopo le dimissioni arrivate subito dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali 2014: Carlo Tavecchio, presidente della Lega Serie D, è il grande favorito, mentre Demetrio Albertini è lo sfidante con, sulla carta, poche possibilità di essere eletto. 

    Il tutto ha preso il via intorno alle 11.30: i 274 delegati hano ricevuto un badge per esprimere il proprio voto o lasciar bianca la propria scheda (touch screen, una volta espresso il voto verrà automaticamente stampato in un foglio che dovrà essere immesso nell’urna prestabilita). Dopo il discorso di commiato di Abete è avvenuta la presentazione delle candidature di Albertini e Tavecchio.

    Il primo a prendere la parola è stato Tavecchio“Non tutti hanno letto il mio programma. Il presidente del Coni, Malagò, lo ha definito un programma coraggioso. Spiace se ho inasprito i toni, mi scuso con tutti. Il mio programma di 11 punti è innovativo ed il calcio va rimesso al centro di tutto. Dico no al corporativismo ma sì agli obiettivi. Ora le istituzioni facciano la loro parte, vogliamo tornare alla cultura del lavoro”.

    Tavecchio si dice deluso per la nube di polemiche delle ultime settimane: “Sono amareggiato per degli attacchi ingiusti. Ora si ritrovi la strada da percorrere, insieme. La mia è una candidatura di servizio. Il calcio sia un momento di gioco, senza violenze, senza discriminazioni. L’unità è fondamentale e non può prescindere dagli arbitri e dalle componenti tecniche. Inoltre, serve unità da parte delle Leghe”.

    Dopo Tavecchio ecco Albertini, fermato due volte da applausi scroscianti durante il suo discorso: “Io sono l’alternativa. Per qualcuno pare sia un problema che sia stato ex calciatore, ma io da giocatore di calcio, sono al servizio della squadra. Al centro del mio progetto ci sono cultura sportiva, progetto sportivo e governance. Stadi come accoglienza, non solo come businessi. I tifosi al centro”.

    Prima dei due discorsi era arrivata la presa di posizione da parte di Marcello Nicchi, presidente dell’AIA:“Opereremo in direzione del cambiamento, perché è quello che ha dato sempre i risultati. E noi appoggeremo Albertini perché vediamo in lui una persona misurata, che rispetta i sentimenti di chi va in campo insieme ad allenatori e calciatori”.

    In mattinata erano 260 delegati presenti all’Assemblea elettiva della Figc, presieduta da Pasquale De Lise. Il quorum in prima convocazione di validità è di 250, quindi l’Assemblea è regolarmente costituita. Ora via alle votazioni.

     

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