Alla scoperta del calcio minore campano: A.S.D. Gladiator

    90 anni di storia per il sodalizio di Santa Maria Capua Vetere. Dall’Eccellenza tenta di risalire sotto la guida di Bruscolotti e Carannante

     

    Santa Maria Capua Vetere, è una città casertana di circa 30 mila abitanti. Ricca di storia, diversamente dalla Santa Maria calcistica. Questa è rappresentata dal Gladiator che deve il suo nome alla presenza in città dell’anfiteatro campano, secondo solo al Colosseo, e alla scuola di Gladiatori. Il nero e l’azzurro dipingono la passione calcistica sammaritana. Nei 90 anni di storia, il Gladiator ha disputato la C2 per tre volte. L’ultima volta nella stagione 2002/2003.

    Quella volta il campo non decretò la retrocessione della squadra neroazzurra, infatti, classificandosi settima, raggiunse in maniera largamente anticipata la salvezza, anzi, per poco non furono centrati i Play Off che poteva dare ai sammaritani la possibilità di giocarsi l’accesso in C1. Ma per inadempienze economiche, la squadra venne cancellata dalla C2 al termine di quella stagione e dopo un anno d’inattività, ripartì la sua avventura nel campionato di Promozione. Negli altri due precedenti di serie C (stagione 84/85 e 85/86), i neroazzurri si classificarono 11 esimi e 17 esimi, quest’ultimo campionato decretò la retrocessione in serie D.

    Le partite casalinghe si giocano allo storico impianto “Mario Piccirillo” di proprietà del comune. Contiene una capienza di circa 3000 spettatori, sempre festosi e appassionati, aldilà della categoria, in rispetto di una storia lunga 90 anni. Attualmente il club naviga in Eccellenza, e staziona a metà classifica, guidato da Antonio Carannante, ex difensore del Napoli negli anni 80, e ha come direttore generale, Beppe Bruscolotti detto ‘palo e fierro’, storico capitano del Napoli di Maradona e del primo scudetto.