90 minuti, una sconfitta e… scompaiono gli ‘amici’

    Male la prima e piovono le polemiche.

    Sul banco degli imputati, di nuovo ‘un allenatore’

    E’ da stupidi mettere sul banco degli imputati un allenatore dopo soli novanta minuti. Male la prima, vero… Male ha fatto anche la Juventus, il Milan, dopo una Roma ‘un pò così’, e un Inter che ha vinto solo all’ultimo respiro, soffrendo e con la superiorità numerica a favore.

    Male la prima. Sotto il profilo della prestazione, difficile aspettarsi di più. Squadra ancora ‘con le catene’, e un Sassuolo ben collaudato. Non era facile, Sarri lo disse 24 ore prima. Sul piano del risultato era lecito uscire dal ‘Mapei Stadium’ con almeno un punticino. Vero che certe scelte lasciano il sapore della perplessità, ma se Allan (un nome a caso) passa per infortunato, perchè non crederci?
    Standing ovation in quel di Dimaro per la scelta di Sarri.

    Applausi scroscianti per la dirigenza, – ‘Complimenti per la scelta, bravo il presidente’ – dicevano. E di conseguenza, pioggia di consensi anche per il tecnico ex Empoli. Tutti, belli e sorridenti. Ma è bastata una sconfitta per girare le spalle all’allenatore. Perchè quelle decisioni ‘loro non le avrebbero prese’, dall’alto (o dal basso) della loro super esperienza nel campo degli allenatori. I giornali in prima pagina si ‘divertono’ nel dare Maurizio Sarri in pasto alla piazza. Magari in maniera velata. Chissà, il lettore può ricascarci, come già accaduto nel passato, recente e non.

    I tifosi sono passionali, impetuosi, e istintivi… Ma non sono fessi. C’è chi addirittura da la colpa a Benitez per la sconfitta in terra emiliana, quando per fatti suoi, sul campo dello Sporting Gijon, pareggiava in maniera altrettanto sorprendente, alla guida del suo Real Madrid. E lo dicono seriamente ‘senza scuorno’. Rivoltandosi contro come un calzino, lo stesso allenatore che per due anni a Dimaro hanno portato in spalla come se fosse una processione religiosa. Il giornalismo napoletano è così.

    Caro mister Sarri, apprezziamo la sua umiltà. Apprezziamo il suo modo di lavorare. Ma faccia attenzione, che se i risultati verranno a mancare (non scendo nei dettagli, ma mi son concessi i dovuti scongiuri), la sua testa sarà tagliata (metaforicamente parlando) e sarà messa al muro come se fosse un trofeo di caccia. E cortesemente, se ritiene questa rosa ancora da puntellare, faccia la sua parte e chieda ciò di cui ha bisogno. Il suo lo avrà fatto e la coscienza sarà bella e pulita.