La Gazzetta-1986: La presa di Torino, Napoli aspettava Diego e trovò Ferrario

AL COMUNALE FA 1-1 E DÀ LA SCOSSA. POI MARADONA ORDINA: «ADESSO VINCIAMO NOI»

JUVE-NAPOLI-1986

MORENO FERRARIO EROE PER UN GIORNO

Il 9 novembre 1986 la storia si capovolge. Era l’Italia da bere, e degli yuppie. Ma è il gol di un «operaio» a riscrivere il romanzo dello scudetto. Nel 1981 proprio ferraio con un autogol aveva compromesso il titolo

Scrive Vincenzo Cito, sulla Gazzetta:

Moreno Ferrario era costato uno scudetto. Così, almeno, pensava lui: «Non uscii di casa per tre giorni dopo quell’autogol ». Contro l’ormai retrocessoPerugia, il 26 aprile 1981, a quattro giornate dalla fine, col Napoli dei Vinazzani e dei Musella inspiegabilmente in testa alla classifica, dopo un solo minuto Ferrario aveva sbagliato porta, la squadra non si era ripresa dallo choc e aveva subito la sua Corea.

Andato il primato, andato anche il titolo, lui non se ne andò. «Pensavo volessero cacciarmi su due piedi, invece quando ritrovai il coraggio di guardare in faccia i tifosi, fui sommerso da un mare di affetto ».

Così rimase altri 5 anni, sopravvissuto alle successive rifondazioni o più probabilmente dimenticato. I Napoli successivi furono così grigi che anche lui passò inosservato, se non per i rigori che tirava. Fino a quel 9 novembre 1986 quando, senza alcun motivo, si materializza davanti alla porta della Juve.

Non c’entra per niente Moreno Ferrario, in questa partita. È il primo big match del campionato, le due squadre alla nona giornata si dividono il primato, c’è una sana euforia nell’aria, lontana l’Italia delle P38, la gente ha solo voglia di divertirsi, gli studenti non occupano più le università ma le paninerie, gli hippy sono diventati yuppie.  Tanto (apparente) benessere si è riversato nel campionato, sono tornati gli stranieri.

Quell’anno ci sono, fra gli altri, Rummenigge, Diaz, Cerezo ed Elkjaer e – soprattutto – Platini nella Juventus, e Maradona nel Napoli, in campo anche quel giorno.

La gente non è certo venuta per Ferrario, al 5″ Moreno ciabattaa volo, di sinistro, col piede che usa solo per camminare. La sfera rimbalza impazzita 2-3 volte e si infila in porta.

Più che un gol uno sberleffo, un pernacchio da Pulcinella («Ho calciato male, per questo ho segnato»,dirà negli spogliatoi).

Non sa nemmeno come festeggiare, alza solo un braccio, prima di raggiungere i compagni.

FERRARIO GOL JUVE 19786