1000 miglia per la ricerca

1000 miglia per la ricerca

Francis Benali corre lungo tutta l’Inghilterra da uno stadio all’altro per aiutare la ricerca contro il cancro

1000 miglia per la ricerca

 

“Un riscaldamento lungo 3 settimane prima di tornare a casa”, ha definito così – quasi per gioco – la sua impresa Francis Benali.
Correre lungo tutta l’Inghilterra, da nord a sud, passando dagli stadi delle 20 squadre di Premier e lasciando il suo St. Mary (Benali ha giocato 373 partite con la maglia del Southampton) per ultimo.

DA SEMPRE ATTENTO ALLA BENEFICENZA  – L’ex difensore aveva sempre aiutato la Cancer Research UK (l’associazione inglese per la ricerca sul cancro), ma sentiva di poter fare di più e –come ha spiegato lui stesso – il cancro, sebbene non l’abbia affrontato in prima persona, gli ha segnato la vita; sua madre, entrambi i nonni della moglie e tanti amici hanno lottato contro questa malattia. Proprio l’esperienza è stata la molla che ha fatto scattare dentro Franny la sfida personale per la ricerca.

CORSA A TAPPE – A piedi, di corsa, da uno stadio all’altro. 21 giorni di corsa contro sé stesso e contro il cancro toccando a ogni tappa uno degli stadi di Premier League.  Lo hanno aiutato in tanti; James Beattie, Danny Ings e Matthiew Le Tissier, addirittura Alan Shearer gli ha offerto un posto dove dormire nel Tyneside.

ANNI DI PREPARAZIONE – dopo aver smesso di giocare, Benali ha mantenuto uno stile di vita da atleta per potersi poi mettere alla prova e correre in media 45 miglia al giorno per 21 giorni. Un totale di 1178937 passi che hanno portato – e questo è ciò che conta – donazioni per 122066 sterline (oltre 150 mila euro).

L’ACCOGLIENZA DEL ST. MARY – Come spesso accade nelle favole poi, il finale è lieto e quasi strappa una lacrima. E’ l’intervallo della trionfale partita del Southampton contro il Newcastle, ma per un momento quel che accade in campo va oltre il risultato sportivo. Benali taglia il suo personalissimo traguardo con la fascia retta da due bimbi che lottano contro quella bestia che è il cancro. Gli applausi, i cori e il momento di commozione quando lo speaker gli passa il microfono.

Benali ce l’ha fatta, per sé stesso e per chi lotta. L’Inghilterrra intera, e non solo la Premier League, ringrazia.

di Roberto Marchesi giornalista foxsport