RadioJuve attacca i Napoletani

    Quando a parlare di Napoli è il niente vestito di nulla

    BISOGNA SAPER PERDERE

    la cantavano The Rokes, oggi invece  la cantiamo noi ai Juventini.

    Ci risiamo, puntuale, come la popò della mattina, arriva l’editoriale, inutile della Selvaggia Lucarelli dei poveri, quella Annamaria Licata, Deus ex Machina di radiojuveweb.

    La signora dopo le tante STRUNZATE, sparate contro i Napoletani, oggi ha lanciato la bomba su Facebook.

     

    Ecco qua’ La signora si palesa in tutta la sua ignoranzaspicciola, diceva Amiel : Una vita mancata è un rimpianto; una vita inutile è un rimorso.

    Queste parole però andrebbero lette con grandissima attenzione perché nascondono parecchie sorprese.

    In primis la cosa che balza agli occhi è l’utilizzo della parola “popolo” e non nell’accezione di cittadinanza tenuta insieme all’interno del perimetro metropolitano, si parla di popolo napoletano come di un popolo ben riconoscibile. E questo fa sorridere, perché in quelle parole d’odio si scorge l’invidia del potersi sentire popolo senza bandiera, senza inno, senza capitale, senza costituzione napoletana (pur avendoli avuti tutti storicamente). Ora il popolo napoletano è popolo senza ausili, è popolo all’interno del più vasto popolo italiano.

    Sempre in questi primi righi la signora degli stracci ci informa che PERSINO i napoletani possono sognare anche se forse non dovrebbero, occupati come sono a soffrire per colpa di disoccupazione, camorra, e andando indietro nel tempo per colpa di pestilenze, fame, guerra e carestia. Cit.

    Queste ultime parole degne di una descrizione apocalittica, la giornalaia avrà forse preso spunto dall’Apocalisse di Giovanni. (cit.ammazzandomasaniello)

    I pullman delle squadre da sempre sono oggetto di improperi, pare che quelli napoletani siano più efficaci, come lo e’ stata la squadra di Sarri, mai si ricorda un azione seria della Juventus, come a memoria d’uomo nessuno ricorda un articolo degno di questo nome della signora Licata, la quale si e’ costruita un personaggio, offendendo i Napoletani.

    Questa donna incarna alla perfezione il pensiero di Barjavel, il quale amava affermare: “L’inutile e il superfluo sono più indispensabili all’uomo del necessario”.

    Il senso di inutilità è uno dei sentimenti più devastanti che si possano provare, tanto è vero che nei lager nazisti uno degli strumenti di stress psicologico più efficaci era proprio quello di ordinare ai prigionieri di compiere un lavoro per poi disfarlo nuovamente. (Aldo Carotenuto, La nostalgia della memoria, 1988).

    Questa novella Giovanna D’arco, impregnata d’odio, verso Napoli, continua a farci ridere ogni volta.

    Ci regala momenti di ilarità gratuita e noi la ringraziamo e magari la proponiamo per un ruolo a MADE IN SUD.

    P.S. NEMMENO UN REDIRECT DECENTE DEL SITO HA SAPUTO FARE !