Quanta parte dei ricavi viene spesa negli ingaggi dal Napoli?

Analisi ragionata sulla distribuzione degli stipendi del Napoli e le altre squadre di serie A

Quanta parte dei ricavi viene spesa negli ingaggi dal Napoli?

 Quanto costano gli ingaggi del Napoli in relazione alle entrate?

Quanta parte dei ricavi viene spesa negli ingaggi dal Napoli? Una premessa è doverosa: nessuna società di calcio ha l’obbligo di rendere pubblici gli stipendi dei propri giocatori, nemmeno quelle quotate in borsa.

Di: giornalista rivista ultimouomo

Nei bilanci si trova spesso un valore aggregato che indica il “costo del personale tesserato”, del quale le retribuzioni lorde dei giocatori della prima squadra costituiscono una parte importante, ma non esclusiva: all’interno della definizione “personale tesserato” sono compresi anche i membri dello staff tecnico (l’allenatore e i suoi collaboratori) e al valore finale di questa voce di bilancio si arriva aggiungendo altri costi non sempre di poco conto, come i premi ai giocatori (i famosi “bonus”), i compensi ai giocatori dati in prestito (il cui stipendio non è integralmente pagato dalle squadre per le quali giocano nella stagione di riferimento), gli incentivi all’esodo elargiti ai giocatori ceduti (in pratica le cosiddette “buonuscite”) e altre variabili di minor importanza che però contribuiscono ad alzare il totale, soprattutto per le grandi squadre, di qualche milione. Questo spiega perché i dati che troviamo  non sempre combaciano con le cifre di bilancio.

Quanta parte dei ricavi viene spesa negli ingaggi dalle squadre di serie A?

La Juventus mantiene il suo ruolo di leader negli investimenti sugli ingaggi dei giocatori come era lecito attendersi, in quanto i ricavi dei bianconeri in questo momento storico sono superiori a tutte le altre squadre di Serie A.

Gli Agnelli  investono in questa sezione del monte ingaggi circa il 40% dei ricavi escluse plusvalenze (143 milioni su 355), una percentuale abbastanza bassa rispetto alla media delle altre squadre di Serie A ma giustificata dall’utilizzo notevole dei bonus (nell’ultimo bilancio annuale disponibile della Juventus i “premi” rappresentano ben il 15% del totale dei soldi distribuiti ai giocatori della prima squadra, e visto l’andamento dei bianconeri nel recente passato sono bonus che i giocatori hanno sempre raccolto integralmente).

Da questo punto di vista gli estremi sono rappresentati da una parte da Palermo e Milan che con l’abbassamento dei monte ingaggi in questa stagione hanno portato le rispettive percentuali al 37% e al 38%. I rosanero sono passati dal pagare 1 milione netto Sorrentino, e 900 mila euro Gilardino e Vazquez, ad avere come calciatore più pagato in rosa Bruno Henrique con 700 mila euro.

Quanta parte dei ricavi viene spesa negli ingaggi dal Napoli?

Dalla parte opposta dello spettro c’è il Napoli, con una percentuale addirittura del 62% che spiega bene la necessità da parte dei partenopei di finanziare i loro bilanci con periodiche plusvalenze (o centrare con regolarità la qualificazione in Champions League) per mantenersi a livello di squadre che al momento sono in grado di generare ricavi molto più elevati. Basti pensare che al di là della Juventus – che ormai fattura circa 350 milioni plusvalenze escluse – squadre come Inter, Milan e Roma si ritrovano ad aver incassato negli ultimi bilanci fra i 180 e i 210 milioni (nonostante le milanesi non abbiano potuto usufruire degli importanti introiti della Champions League), mentre il Napoli nella stagione scorsa senza Champions si è fermato a 125 milioni di ricavi escluse plusvalenze.


Il Napoli dovrà adeguarsi?

Quando si parla della gestione economica e finanziaria del Napoli da parte del presidente De Laurentiis e della sua famiglia non si deve mai dimenticare che il raggiungimento dei risultati di questi ultimi anni non erano affatto scontati considerando la potenza economica di partenza della squadra, anzi. A conferma di ciò possiamo notare che il Napoli come monte ingaggi generale viene ancora oggi nettamente dietro l’Inter e la Roma, e paga la sua rosa tanto quanto quella del Milan, che anche quest’anno sembra lontano dal competere per i primi posti.

Se questo è un punto a favore della capacità di chi fa il mercato del Napoli (che di fatto scova giocatori con stipendi relativamente bassi, o dal rendimento migliore di colleghi più costosi), dopo una stagione come quella passata è anche normale, e inevitabile, che questi stessi giocatori chiedano un adeguamento che avvicini i loro guadagni a quelli di calciatori di altre squadre che ottengono risultati peggiori. Non ci dovremmo stupire se nei prossimi mesi, quindi, anche grazie alla partecipazione in Champions League e alla cessione di Higuain che garantiscono al club la possibilità di esporsi un po’ di più da questo punto di vista, il Napoli alzerà il suo monte ingaggi offrendo stipendi più elevati ai vari Koulibaly, Hysaj, Insigne, Mertens…

Ma De Laurentiis non sarà l’unico a dover aumentare il monte ingaggi a stagione in corso, basta ricordare i discorsi aperti per i rinnovi contrattuali di Bonucci e Dybala alla Juventus, Icardi all’Inter e Nainggolan alla Roma, solo per fare gli esempi che più spesso sono saliti alla ribalta delle cronache.


Chi spende troppo?

Nella nostra tabella spicca il secondo posto dell’Inter.  Al terzo posto troviamo la Roma, che ha ridotto di 13 milioni il suo totale passando dai 113 dell’anno scorso ai 100 di oggi. Sul monte ingaggi giallorosso pesa ancora notevolmente il “megastipendio” da 6,5 milioni netti garantito a De Rossi in tempi meno attenti ai conti economici e che andrà a scadenza quest’anno. Basti pensare che dopo di lui nella rosa troviamo Dzeko con 4,5 milioni (che è comunque il terzo più pagato della Serie A insieme al connazionale Pjanic) e poi Salah a 3,5 milioni.

Proprio 3,5 milioni è una soglia che sembra essere importante per tutte le big di Serie A, ed è infatti lo stipendio massimo elargito fino a questo momento dal Napoli (che è lo stipendio di Hamsik, ma bisogna considerare l’eccezione dei 5,5 milioni dati a Higuain fino allo scorso giugno), dal Milan (Bacca) e con una leggera differenza anche dall’Inter (Icardi incassa 3,6 milioni netti in attesa di un ulteriore ritocco verso l’alto, Kondogbia e Jovetic 3,5).